(Adnkronos) –
Donald Trump insiste con la strategia della massima pressione contro l'Iran e annuncia che stasera gli Stati colpiranno "con grande forza" la Repubblica islamica. Il messaggio su Truth del presidente Usa si inserisce nell'escalation nella guerra tra i due Paesi e la nuova ondata di attacchi. Si tratta dell'ennesima minaccia del tycoon, il quale ha anche affermato che "in un futuro non troppo lontano", gli Usa prenderanno il controllo dell'isola di Kharg e di "altri siti delle infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando alla grande sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d'America". Secondo un'analisi della Cnn, Trump torna a puntare sulla pressione militare per piegare l'Iran e ottenere concessioni da Teheran al tavolo negoziale, nonostante i mesi di conflitto finora abbiano dimostrato che la Repubblica islamica non è intenzionata a cedere sotto i bombardamenti. Negli ultimi giorni il presidente americano ha ordinato nuovi attacchi contro obiettivi militari, accusando il regime di prendere tempo e non voler raggiungere un'intesa. L'offensiva – sancita anche dalle parole del capo del Pentagono Pete Hegseth "se dobbiamo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe" – evidenzia la crescente frustrazione della Casa Bianca per lo stallo dei colloqui e conferma la convinzione di Trump che la forza possa costringere gli ayatollah a fare concessioni. Tuttavia, secondo diversi osservatori, il rischio è che l'escalation produca l'effetto opposto, irrigidendo ulteriormente la posizione iraniana e allontanando una soluzione negoziale. Teheran, infatti, ha sempre sostenuto – e continua a farlo – che non accetterà accordi imposti sotto minaccia. "Nessun accordo duraturo può essere raggiunto attraverso intimidazioni o uso della forza", ha confermato l'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani.
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