(Adnkronos) –
L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna e da oggi, 1 agosto, ripristina i controlli nei porti e negli aeroporti. Roma vara la svolta dopo la crisi che ha travolto Ceuta, exclave spagnola in Africa, provocando la morte di 57 persone. Circa 50mila migranti dal Marocco sono entrati in territorio spagnolo. Praticamente tutti – oltre 48mila – dice Madrid, sono già tornati indietro: emergenza risolta. L'Italia, intanto, adotta provvedimenti. Il ministero dell'Interno dispone la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. Traduzione: viene sospeso il trattato di Schengen. A quanto apprende l'Adnkronos, lo stop che scatta oggi 1 agosto durerà un mese ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. Con effetto immediato vengono ripristinati controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna. La novità, in realtà, non comporterà alcuna modifica per i cittadini italiani, spagnoli ed europei che viaggiano verso l'Italia. Continueranno, come di consueto, a sbarcare in Italia senza alcun passaggio supplementare a livello burocratico. I controlli saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi – extra Ue – provenienti dalla Spagna: l'obiettivo dei controlli è verificare la loro regolarità in ingresso in Italia. Non cambia nulla per chi dall'Italia si recherà in Spagna. Resta comunque la necessità di avere con sé un documento d'identità valido per l'espatrio, come passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio, da esibire ai controlli. Nel caso il documento valido per l'espatrio fosse stato smarrito o rubato, secondo quanto spiega il ministero degli Esteri, "le rappresentanze diplomatico-consolari italiane, presenti sia in Europa sia nei Paesi extra-europei, possono rilasciare un documento provvisorio di viaggio (anche chiamato Etd–Emergency Travel Document). E' un documento valido per un solo viaggio di rientro in Italia o verso lo Stato di residenza permanente o, eccezionalmente, verso un’altra destinazione. "Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi", scrive su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Parallelamente, l'Italia -aggiunge la premier- è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell'Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani". "Non c'è nulla di grave. È una misura molto importante, ma cautelativa, che abbiamo assunto per un mese e che potrà essere rivista", fa eco il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo nel faccia a faccia con Andrea Pancani alla serata inaugurale della rassegna 'Sabaudia Incontra 2026'. "Si tratta di una misura che gli Stati dell’Unione europea possono adottare in determinate situazioni, ripristinando controlli mirati e specifici nei confronti dei cittadini di Paesi terzi", spiega Piantedosi. "Non viene messa in discussione la libera circolazione dei cittadini europei. I turisti italiani in Spagna e quelli spagnoli che vengono in Italia non subiranno nulla di diverso da quanto già accade", aggiunge. "Non c'è nessuna frizione con il governo spagnolo. Abbiamo dato la disponibilità a collaborare insieme a tutta l’Unione europea. La presidente della Commissione europea sta adottando iniziative specifiche insieme agli altri premier per offrire alla Spagna un aiuto nella gestione della situazione che si è creata", afferma ancora Piantedosi. Toni diversi nei tweet che arrivano da Madrid. Prima che l'Italia vari il provvedimento – preso in considerazione anche da Finlandia e Danimarca, nonché sollecitato dal premier della Repubblica Ceca a livello Ue – il premier spagnolo Pedro Sanchez pubblica un post che chiama in causa l'Italia e altri paesi. "La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no", premette il premier prima di ricordare "il numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex: attraverso l'Italia 478.600, attraverso i Balcani occidentali 340.600, attraverso la Grecia: 259.800, attraverso la Spagna 234.760, attraverso il confine orientale 48.000. Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un'Ue forte e unita", esorta Sanchez. Ora dopo ora, il governo spagnolo aggiorna il numero di migranti che fanno ritorno in Marocco: alla fine della giornata, secondo il ministero dell'Interno iberico, quasi tutti i 60mila entrati a Ceuta hanno lasciato l'exclave. "La quasi totalità di coloro che sono entrati a Ceuta è già tornata in Marocco. Non è possibile spostarsi da Ceuta e Melilla alla Penisola senza identificarsi in un controllo di polizia. L'integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita. Basta con la confusione interessata", dice in un post su X il ministro degli Esteri, José Manuel Albares.
Francia e Portogallo, che confinano con la Spagna, non sospendono Schengen ma aumentano i controlli ai confini. Ceuta, sottolinea il presidente francese Emmanuel Macron, "non beneficia della libera circolazione verso il resto dello spazio Schengen. Tuttavia, ho chiesto al ministro dell'Interno di rafforzare i controlli al nostro confine con la Spagna se necessario: 4 unità di forze mobili, aerei e droni sono stati dispiegati. Queste misure vengono a rafforzare le disposizioni che abbiamo adottato dal 2020 per proteggere meglio il nostro confine con la Spagna in stretta coordinazione, con brigate comuni e un'azione congiunta di lotta contro l'immigrazione clandestina". Posizione analoga viene adottata dal primo ministro portoghese Luis Montenegro. "Credo non ci siano motivi per adottare misure che sospendano le regole dell'area Schengen, ma ci sono motivi per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine ai controlli di frontiera, soprattutto nelle zone più vicine alla Spagna", dice in un'intervista all'emittente pubblica RTP. "La questione è seria e merita di essere monitorata, ma credo non ci sia bisogno di farsi prendere dal panico e prendere decisioni affrettate che dovrebbero essere attentamente valutate, analizzate a fondo e inquadrate realisticamente nel contesto della situazione". Chi è entrato irregolarmente a Ceuta, ammesso che rimanga nel territorio dell'exclave, non avrà la possibilità di raggiungere la Spagna, né altri Paesi membri dell'Ue, assicurano alti funzionari dell'Ue a Bruxelles. Il codice delle frontiere di Schengen prevede "regole specifiche" per Ceuta e Melilla, a causa della loro peculiarità (sono gli unici territori Ue sulla costa del Nordafrica), che prevengono "ulteriori movimenti verso la Spagna e altri Paesi dell'Ue", dato che tutte le partenze dalle due exclave sono controllate. "I controlli sulle persone rimangono in vigore" e le autorità spagnole li effettueranno come previsto, assicurano. "Il Marocco è sulla lista dei Paesi di origine sicuri", pertanto i rimpatri possono essere effettuati "in modo rapido". L'Ue non ha "visto alcun movimento da Ceuta verso la Spagna o altri Stati membri", perché "le autorità spagnole stanno controllando i confini". Se l'esclusione della Spagna dall'area Schengen 'in toto' non va nemmeno presa in considerazione, diverso il discorso per provvedimenti singoli come quello adottato dall'Italia: uno Stato membro può, se lo ritiene opportuno e giustificato, reintrodurre controlli di frontiera sui voli o sui collegamenti con la Spagna. Si tratta di misure eccezionali e temporanee, che vanno notificate alla Commissione Europea e giustificate, anche se va detto che l'esecutivo Ue negli ultimi anni non è apparso troppo esigente con gli Stati che hanno reintrodotto controlli di questo tipo.
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