(Adnkronos) – Fare chiarezza sulla gestione del Fondo di Fine Carriera e rendere accessibili i bilanci generati dai contributi versati durante le loro carriere calcistiche. È quanto chiedono oltre centocinquanta tra ex calciatori, ex allenatori e altri tesserati che si sono rivolti alla società di consulenza Offside FC e allo Studio Associato T-Legal Brigida-Vocalelli & Partners per chiedere trasparenza e informazione. L’iniziativa, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa a Roma, nasce dall’esigenza di rendere più consapevoli i professionisti di ieri, oggi e domani rispetto ai loro diritti e più in generale a un tema che impatta sulla fine del loro percorso. Il Fondo di accantonamento delle indennità di fine carriera per giocatori e allenatori di calcio, infatti, è un’associazione non riconosciuta, senza scopo di lucro, il cui obiettivo è garantire ai lavoratori sportivi un’indennità di fine rapporto. Dal 1975, data dell’istituzione del Fondo, sono circa 60.000 i tesserati di Serie A e Serie B potenzialmente interessati, ai quali si aggiungono i tesserati dei club di Serie C. Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti tre fra gli assistiti di Offside FC e dello studio associato T-Legal Brigida-Vocalelli & Partners: Emiliano Viviano, ex portiere con una lunga esperienza in Serie A e in Europa, che nel corso della carriera ha vestito la maglia della nazionale italiana, Thomas Berthold, campione del mondo con la Germania a Italia ’90 e con un passato in Serie A tra Verona e Roma, e Lorenzo Marronaro, ex calciatore e ora agente sportivo. Attraverso i legali, Viviano ha richiesto formalmente l’esibizione dei bilanci del Fondo, approvati ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, relativi agli anni in cui è stato in attività. “Ad oggi – ha spiegato l’avvocato Gianmarco Vocalelli – sussiste un contenzioso pendente tra Emiliano Viviano e il Fondo di Fine Carriera. La controversia è stata devoluta alla cognizione del Tribunale di Roma e ora tocca al Giudice prendere una decisione che potrebbe cambiare radicalmente il rapporto tra i professionisti e il Fondo. La sentenza potrebbe infatti costituire un precedente giuridico di fondamentale importanza in materia, potenzialmente idoneo a stabilire in via definitiva i confini del diritto di informazione e controllo degli associati, introducendo quella trasparenza che riteniamo indispensabile”. Una vicenda che si trascina da tempo. “Da due anni – ha aggiunto Andrea Ferrato, amministratore di Offside FC – lavoriamo a stretto contatto con numerosi ex calciatori e allenatori per promuovere una maggiore trasparenza e accessibilità del Fondo di Fine Carriera. È tempo che ogni atleta possa ottenere risposte chiare e concrete sui propri diritti, per costruire una consapevolezza che tuteli gli interessi individuali e collettivi della categoria”. “Come ex calciatore professionista – ha dichiarato Emiliano Viviano – ritengo che ogni ente o istituzione del sistema calcio debba risultare accessibile al proprio interno tanto quanto ai media e a coloro che ne hanno fatto parte: troppe volte calciatori ed ex calciatori, anche quando desiderano accrescere la consapevolezza dei propri diritti e doveri, sono costretti a fare i conti con sistemi poco aperti, che finiscono per scoraggiare l’interesse e rappresentare un limite alla conoscenza”. Thomas Berthold ha richiamato l’attenzione dei colleghi sull’argomento: “Ho attraversato in Italia un tratto significativo della mia carriera e oggi sento la necessità di dare il mio contributo al dibattito sull’importanza dell’informazione e della consapevolezza: ogni calciatore ha diritto a essere informato e al contempo ha il dovere di essere sempre più consapevole del sistema di cui è parte, delle proprie tutele e dei propri doveri, in modo tale da poter salvaguardare i suoi interessi e quelli dei suoi colleghi”. Lorenzo Marronaro si è soffermato sulla sua esperienza nella doppia veste di calciatore e manager: “Ho avuto il privilegio di calcare i campi di gioco e poi di assistere tanti ragazzi nel ruolo di agente. Troppe volte ho avuto a che fare con calciatori inconsapevoli del contesto in cui lavoravano. Con enorme piacere credo di aver contribuito a tutelare i loro interessi, ma ritengo di assoluta importanza stimolare costantemente la loro crescita, la loro curiosità e il loro sapere. Ed è per questo che ho abbracciato con entusiasmo questa sfida, che si basa in prima istanza sul diritto all’informazione di tutti gli atleti dei campionati professionistici e sulla facoltà di ottenere risposte alle loro legittime domande”, ha concluso. "I calciatori durante la loro carriera sono obbligati a versare, insieme alle società, circa il 7,50% su 8mila lordi mensili nel Fondo di fine Carriera. Alla fine della carriera possono richiedere le somme che hanno versato, anzi devono richiederle perché nessuno li contatta o li informa. E questo vale per qualsiasi calciatore di Serie A, B e C, anche straniero, che sia transitato solo un anno o anche sei mesi in Italia. Noi chiediamo chiarezza innanzitutto su dove siano finiti tanti soldi dei ragazzi che non li hanno ritirati ma anche come vengono calcolati questi importi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Emiliano Viviano, ex-portiere di calcio tra le altre di Fiorentina, Palermo e Sampdoria, con trascorsi anche in Nazionale, chiede chiarezza sulla gestione del Fondo di fine carriera calciatori. Viviano, assistito dalla società di consulenza Offside FC e dallo Studio Associato T-Legal Brigida-Vocalelli & Partners, attraverso i legali ha richiesto formalmente l’esibizione dei bilanci del Fondo, approvati ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, relativi agli anni in cui è stato in attività.
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