(Adnkronos) – Svolta nel caso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. A causare la morte di madre e figlia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, non è stata un'intossicazione alimentare ma un avvelenamento. Responsabile del decesso sarebbe stata la ricina, una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), estremamente velenosa se ingerita, inalata o iniettata. Questa citotossina naturale blocca la sintesi proteica cellulare, causando morte cellulare, con sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d'organo, spesso letali entro 3-5 giorni. La pianta del ricino cresce anche spontanea in molte aree del mondo ed è coltivata per l'olio che si ricava dai suoi semi a forma di fagiolo. Non esiste un antidoto specifico. Ma chi se l’è procurata e come l’ha somministrata alle due vittime? La procura di Campobasso ha intanto aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato dopo la svolta nelle indagini.
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