Manovra 2027, tutte le misure: da taglio Irpef al salvadanaio per neonati

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(Adnkronos) – Dal taglio dell'Irpef ai redditi fino a 55mila euro al salvadanaio previdenziale per i neonati e le misure per i giovani e gli anziani: la Manovra 2027 del governo Meloni da circa 26 miliardi interessa ampie fasce di cittadini, tra i vari interventi. Per le coperture l'esecutivo ricorre alla flessibilità Ue, al prelievo su banche e assicurazioni (tranne bcc e popolari), alle società energetiche, ai giochi, ai tagli ai ministeri e alla tobin tax. Ecco le principali misure che hanno ricevuto l'ok del Consiglio dei ministri: Il governo riduce l'Irpef dal 45% al 33% per i redditi fino a 55mila euro, con un beneficio massimo di circa 500 euro l'anno.  Arriva in manovra il fondo da 850 milioni per la flessibilità, pensato, dice il vice premier Matteo Salvini, per dare la possibilità di andare in pensione a 64 anni e non 67, dedicato a milioni di italiani nati dal 1960 in poi. Per ogni bambino che nasce l'Inps aprirà una posizione previdenziale nella quale lo Stato verserà una quota di 100 euro di benvenuto che i genitori potranno via via alimentare. Premio di 2.500 euro per gli under 30 tassato all'1%. Climatizzatori e pompe di calore nelle scuole. L'esenzione dal bollo auto per i veicoli di piccola e media potenza diventa strutturale. La Manovra introduce la possibilità di avere delle targhe personalizzate con un costo da sostenere. Voucher da circa 300 euro per le spese sanitarie per gli over 75 con una pensione fino a 28 mila euro annui. La misura, che riguarda circa 5,5 milioni di persone, comporta un costo complessivo di 1,6 miliardi di euro. Sale a 100mila euro la soglia della flat tax per i lavoratori autonomi, dagli 85mila precedenti. Sugli affitti a canone concordato l'aliquota della cedolare secca scende dal 10 al 5%, ma per chi affitta a canone concordato a un giovane fino a 35 anni la cedolare secca è all'1%. ConfermatI per le imprese sia la Zes unica al Sud, l'iperammortamento che viene esteso agli investimenti digitali e confermato anche lo schema più assumi meno paghi. Per le coperture l'esecutivo ricorre alla flessibilità Ue per circa 14 miliardi, al prelievo su banche e assicurazioni (tranne bcc e popolari) per oltre 5 miliardi, ai tagli ai ministeri per circa 1 miliardo. Inoltre, 700 milioni dalle società energetiche, 700 milioni dai giochi e dalla tobin tax.  Con il varo da parte del Consiglio dei ministri inizia il lungo iter della manovra economica che il Parlamento dovrà approvare entro il 31 di dicembre, pena la necessità dell'esercizio provvisorio. Una vera e propria maratona che sovente termina alla vigilia del cenone di Capodanno, dopo un lunga tira e molla sui vari emendamenti, specie quelli presentati dai partiti di maggioranza, sui quali interviene la mannaia del maxi-emendamento del Governo approvato con voto di fiducia. Primo passo sarà l'autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica alla presentazione del disegno di legge di Bilancio in Parlamento, quest'anno alla Camera per il principio dell'alternanza tra le due Assemblee. Il presidente assegnerà il documento alla commissione Bilancio in sede referente, quindi inizieranno le audizioni di organi istituzionali e parti sociali che vedranno la partecipazione anche dei componenti della commissione Bilancio del Senato. Nel frattempo il Governo avrà provveduto ad inviare alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che riassume i contenuti della manovra. Terminata questa fase, si entrerà nel vivo dell'esame del testo e dei vari emendamenti presentati, prima di licenziare il disegno di legge per l'Aula, presumibilmente i primi di dicembre. A quel punto è probabile che le modifiche accolte dal Governo trovino posto nel maxi-emendamento, sul quale si procederà probabilmente al voto di fiducia, anche perchè, come insegna l'esperienza degli anni scorsi, i tempi si saranno fatti stretti e le festività natalizie saranno imminenti ed incombenti. Il provvedimento verrà trasmesso quindi all'esame del Senato, che, dopo il passaggio in commissione, approverà, anche qui con tutta probabilità con voto di fiducia, il testo uscito da Montecitorio. Da capire se tutto si esaurirà entro la vigilia di Natale oppure se ai senatori sarà richiesto di tornare a Roma dopo il 25 dicembre. Ipotesi remota per i deputati, che però potrebbe effettivamente materializzarsi qualora l'Assemblea di Palazzo Madama dovesse modificare il testo, anche per ragioni tecniche, e si rendesse necessario un terzo passaggio a Montecitorio. Ultimo atto la firma e la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica. 
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