Papa, messa in Uruguay: “Costruiamo ponti che non soccombano alle correnti impetuose”

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(Adnkronos) – “Quanto è importante essere costruttori di ponti”. Lo ha detto il Papa nella sua prima messa in terra uruguaiana, il Paese meno cattolico del continente dove solo una persona su tre si dice apertamente cattolica. Il Pontefice utilizza l’immagine-simbolo della città: “In questa città di Paysandú si trova il Ponte internazionale Generale Artigas, che attraversa il fiume Uruguay, unendo due Paesi vicini. Non è difficile immaginare i benefici che genera un ponte: apertura, comunicazione, scambio. Perciò, quanto è importante essere costruttori di ponti”. “Questa è la vocazione a cui tutti siamo chiamati: costruire ponti, rafforzare legami, unire, comunicare, trasmettere la gioia della fede. Inoltre – osserva in un passaggio applaudito – è necessario che il ponte abbia buone fondamenta, affinché non soccomba alle correnti più impetuose. Certamente, così come la casa costruita sulla roccia rimane salda in mezzo alla tempesta e la casa edificata sulla sabbia rischia di crollare, anche un ponte ha bisogno dei supporti adeguati per non crollare sotto la forza del vento e delle acque”.  Il Papa – nella prima messa in America Latina – rende omaggio al vescovo-gaucho Jacinto Vera. Tra i fedeli arrivati alla messa al Parque Paris Londres anche oggi in tanti erano a cavallo. “In questa celebrazione – osserva Prevost – vogliamo anche ricordare e ringraziare Dio per la vita e il ministero di un figlio di queste terre, il beato Jacinto Vera, vescovo di Montevideo, che fu un testimone coerente della fede che proclamava, generoso nella carità e completamente dedicato alla missione apostolica”.  “Egli – ricorda – operò col suo zelo pastorale in tutte le direzioni e senza risparmiare sacrifici. Per esempio, si recava a visitare i malati a cavallo, nonostante le grandi distanze, i pericoli del cammino e le intemperie. Il 'vescovo gaucho' ha percorso tre volte il territorio uruguaiano, portando fede e speranza ai suoi abitanti. Durante la storica difesa di Paysandú, nel 1864, monsignor Vera si stabilì sull’isola della Carità, di fronte alla città assediata, per assistere rifugiati e feriti di entrambi i fronti. Vi rimase fino alla fine dell’assedio per accompagnare il suo popolo, supplicando in nome di Dio che gli eserciti dei fratelli si dessero l’abbraccio di pace”. 
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