Pd, riunione con Schlein: il programma con M5S, Avs e centristi. Poi le primarie: “Pronti a vincerle”

0

(Adnkronos) –
Programma con tutti: Pd, M5S, Avs e anche le forze moderate e centriste. Un programma su cui "non partiamo da zero", a differenza della destra che "la scorsa legislatura è sempre stata divisa tra chi era al governo e chi all'opposizione, divisi su tutto ma nessuno chiedeva loro il programma". E poi, se saranno primarie "siamo pronti a vincerle". Occhio quindi sullo "snodo importante" della legge elettorale. E Pd "mai così unito" verso Direzione e Assemblea nazionale. Sono questi alcuni dei punti emersi dalla riunione della segreteria dem al Nazareno con Elly Schlein. Una riunione molto lunga, iniziata poco dopo le 17 e, al momento, ancora in corso. Un confronto per mettere a fuoco una serie di passaggi, sia interni al Pd che sul versante della coalizione. Intanto, il 'famoso' tavolo per il programma. Il Pd intende accelerare. "Tutti concordi su accelerare sul programma comune", si riferisce. La discussione, lunga ma "senza problemi e tranquilla" si tiene a sottolineare, è stata a 360 gradi tra l'analisi della fase attuale, la prospettiva dei prossimi mesi con la possibilità del voto anticipato in primavera, i temi programmatici e ovviamente anche le primarie. L'altro giorno Igor Taruffi è stato piuttosto chiaro sulle intenzioni dei vertici dem: non concedere deroghe per consentire la presenza di altri candidati Pd. "Il Pd – ha detto Taruffi – ha uno Statuto che indica chiaramente chi è il candidato a Palazzo Chigi, cioè la segretaria del nostro partito, e in caso di primarie la segretaria del partito. Da questo punto di vista non vedo particolari elementi di discussione. La segretaria ha la grandissima maggioranza all'interno del partito".  In realtà lo Statuto del Pd è stato modificato ai tempi delle primarie di Pierluigi Bersani per permettere anche a Matteo Renzi di correre. Ma, stando alle parole di Taruffi, stavolta la deroga non ci sarà. Con buona pace dell'eurodeputato dem di area riformista Giorgio Gori, in pole per scendere in campo. "Indebolire Schlein? Io penso il contrario. La logica del doppio turno è questa, arrivare a più gente possibile per poi convergere su un candidato che a quel punto sarà più forte per rappresentare il partito. Anzichè subire il pluralismo, Elly Schlein ha l'occasione per usarlo". La minoranza riformista spinge per primarie a doppio turno e lo ha fatto anche sabato all'assemblea a Prato. Ma le regole d'ingaggio dei gazebo sono ancora tutte da definire.  Prima delle primarie però, il programma. Giuseppe Conte da giorni fa sapere di essere pronto ed oggi ha lasciato intendere che i tempi non sono strettissimi: "Aspettiamo. Adesso il Pd ha importanti riunioni, l'assemblea nazionale, eccetera, e poi ci confronteremo". Oltre a quando iniziare a mettere giù dei punti comuni e sciogliere i nodi che dividono gli alleati, in primis l'invio di armi a Kiev, c'è anche da stabilire il formato del tavolo del programma. Per il Pd a quel tavolo deve sedere sin dall'inizio anche la componente centrista della coalizione, come è stato ribadito anche oggi nella riunione della segreteria con Schlein. Una componente che però è ancora frammentata tra Casa Riformista con Iv, i civici di Alessandro Onorato, il movimento di Ernesto Ruffini e quello di Vicenzo Spadafora. E il rapporto tra M5S e Italia Viva resta teso. "Una cosa che mi gratifica" di quello che dice Renzi su di me "è che non sono il suo modello politico", ha detto oggi Conte.  Replica Renzi a Porta a Porta: "Se Conte, Schlein, Fratoianni, Bonelli e tutto il centrosinistra, noi compresi, perdiamo anche stavolta e mandiamo Meloni prima a Chigi e poi al Quirinale, io penso che il popolo del centrosinistra ci rincorra con i forconi, perché non ci si può dividere. Allora, a me può stare simpatico o antipatico Conte o Bonelli, ma qui c'è un obbligo politico che è quello di stare insieme, sennò rivince la Meloni. E questo obbligo per stare insieme lo devi fare sui contenuti, cioè sugli stipendi, sulla sanità, sulla scuola". Da venerdì a domenica, ci sarà la nuova edizione della Leopolda a Firenze. Ad aprire e a chiudere ci saranno due esponenti Pd: Vincenzo De Luca e Stefano Bonaccini che parlerà prima dell'intervento di chiusura di Renzi domenica in tarda mattinata.  
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

forbes