Progetto Rete per orientamento e formazione, Abodi ‘quasi 100mila giovani coinvolti’

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(Adnkronos) – I giovani e il lavoro al centro del progetto ‘Rete’ che vede coinvolti quasi 98mila giovani e oltre 7.500 iniziative realizzate in tutta Italia. I numeri del progetto sono stati presentati a Roma nel corso dell’evento nazionale “Rete Futuro”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale in collaborazione con Invitalia per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo dell’iniziativa. Il progetto Rete ha l’obiettivo di costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese, per accompagnare e orientare i ragazzi verso opportunità lavorative, anche in forma di autoimpiego, riducendo il mismatch fra scuola, università e sistema produttivo. Il cuore del progetto Rete sono gli Hub sul territorio: al momento sono 6 quelli attivi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo, con l’obiettivo di raggiungere 15 Hub entro il prossimo anno e, successivamente, almeno un Hub in ogni Regione. Alla giornata hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Capo Dipartimento Giuseppe Pierro, Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese di Invitalia, insieme a rappresentanti degli Hub territoriali, università, Camere di Commercio, imprese, partner e giovani beneficiari. “In due anni e mezzo abbiamo dato corpo ad una idea che abbiamo trovato, abbiamo noi avuto il merito di avere dato la vita a questo progetto. Ho cambiato un po’ il nome ‘rete’ che ha tanti significati positivi. Cercheremo di anticipare la fine della gioventù che arriva un po’ troppo avanti e cercheremo di sviluppare una legge quadro”, ha spiegato il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi durante l’incontro.  Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati aggiornati al 15 maggio 2026, che confermano la crescita del progetto Rete e la capacità degli Hub di rispondere ai bisogni dei territori. Le iniziative complessive sono 7.548: 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività di formazione e 981 iniziative di animazione. Gli utenti coinvolti sono 97.990, tra cui 79.151 studenti, 14.108 disoccupati, Neet o giovani in cerca di occupazione e 3.682 imprese e aspiranti imprenditori. Sul fronte stage, 285 giovani hanno concluso il percorso al 31 marzo 2026: 123 sono stati inseriti nelle imprese ospitanti e 53 hanno trovato lavoro in altre aziende. Grazie a call, hackathon e laboratori, i ragazzi hanno presentato ben 673 progetti imprenditoriali, muovendo più di 3500 giovani e generando 312 domande di agevolazione per nuove attività con un impatto diretto sul lavoro con un'occupazione stimata in oltre 530 posti di lavoro creati, tra titolari, soci di start-up e dipendenti.  “Diversi gli Hub già aperti e altri che apriranno. Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno avuto questa opportunità che sono la testimonianza viva dello spirito. Numeri che iniziano ad essere significativi, ci apprestiamo a raggiungere i 100mila ragazzi. Dobbiamo prendere atto delle difficoltà, delle inquietudini ma siete una prospettiva di speranza. La nostra responsabilità è non solo di offrire opportunità ma comunicare le vostre prospettive. Le Istituzioni non sono una controparte, anche se c’è ancora una distanza da colmare”, ha aggiunto Abodi che ha sottolineato come sia “l’espressione del lavoro di tanti, l’approccio del presente e del futuro deve essere frutto della pianificazione, è importante anche per i giovani la pazienza”.  Gli hub operativi che hanno generato questi numeri sono: Nuoro agrifood; Verona cultura e impresa creativa; Salerno agrifood; Novara – meccatronica, chimica verde e moda; Brindisi turismo, economia del mare e nuove tecnologie; Palermo startup innovative. Al 15 maggio 2026, i 312 giovani aspiranti imprenditori hanno completato il percorso presentando una domanda di finanziamento sulle misure gestite da Invitalia. Tra le principali: Resto al Sud (69 domande); Resto al Sud 2.0 (47); Borghi – Linea C (72); TOCC Digitale (44); TOCC Ecologica (10); Autoimpiego Centro-Nord (28); ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (23). A queste si aggiungono Vita & Opportunità, Cultura Crea, Smart&Start Italia e Italia Economia Sociale.  “Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale -ha sottolineato Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Invitalia-. Con il progetto Rete contribuiamo a costruire un ecosistema che abilita talento, riduce le distanze e genera valore. I risultati raggiunti, in termini di partecipazione, acquisizione di competenze e nuove iniziative imprenditoriali, confermano la validità di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, mettendo al centro le persone e il loro potenziale. È un’ulteriore dimostrazione di come una politica pubblica efficace possa tradursi in opportunità reali per i giovani e per lo sviluppo dei territori. L’impegno di Invitalia è continuare a rafforzare questo approccio, collaborando con il Dipartimento per le Politiche Giovanili, le istituzioni e i territori per rendere gli strumenti di sostegno sempre più accessibili e affiancare i giovani nel percorso di realizzazione della loro idea imprenditoriale”. Le testimonianze dei giovani hanno rappresentato uno dei momenti centrali dell’evento, evidenziando il ruolo degli Hub come leva di attivazione. A Verona, Giacomo Bertolazzi ha raccontato la nascita della sua startup grazie all’accompagnamento dell’Hub e alla misura Autoimpiego Centro-Nord. Da Brindisi, Desirée Ruggiero, studentessa e campionessa di JuJitsu, ha evidenziato il valore dell’orientamento nel rafforzare consapevolezza e capacità di scelta. A Salerno, Giammarco Labraca ha condiviso il percorso che, a partire da una prima domanda non accolta, ha portato alla realizzazione di un centro sportivo, contribuendo anche alla rigenerazione di un’area urbana.  Particolarmente significativa la testimonianza degli studenti del Liceo Danilo Dolci di Palermo (Brancaccio), che hanno presentato progetti concreti per la scuola e la comunità: una caffetteria sociale, uno spazio teatrale, eventi musicali e attività sportive. Le storie hanno evidenziato l’impatto degli Hub in termini di orientamento, competenze, fiducia, impresa e lavoro. (di Emanuele Rizzi) 
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