Ragazzo ucciso a Latina, minorenne accusato di omicidio pluriaggravato: “Delitto efferato”

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(Adnkronos) –
Omicidio pluriaggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. Questa l’accusa per la quale procede la procura per i Minorenni di Roma nei confronti del minore fermato e ritenuto responsabile, in concorso con altri maggiorenni, solo in parte identificati, dell’omicidio di Ibrahim Dibba, il 27enne originario del Gambia ucciso a colpi di pistola la sera del 16 settembre in via XXIV Maggio a Latina. Per il minore e per un altro maggiorenne fermati il gip ieri ha disposto la custodia cautelare in carcere ravvisando “sia la gravità indiziaria che le esigenze cautelari”. Secondo quanto ricostruito la vittima sarebbe stata attirata fuori dal Villaggio Trieste, raggiunta da un'utilitaria e colpita all'addome con diversi proiettili di arma da sparo. L’omicidio viene contestato con l’aggravante dei futili motivi, “collegati a un diverbio del giorno precedente riguardante il mancato pagamento di un servizio e uno schiaffo ricevuto dall'indagato minorenne, che avrebbe reagito esplodendo colpi di pistola in via Pionieri della Bonifica”. La procura per i Minorenni contesta anche l’aggravante della premeditazione, desunta dalla predisposizione dei mezzi, dai sopralluoghi effettuati nella zona frequentata dalla vittima, dall'impiego dell'utilitaria per raggiungere il luogo dell'aggressione e fuggire, e dal reperimento dell'arma. Vengono inoltre contestate la detenzione e il porto illegale di una pistola, anche allo scopo di commettere l'omicidio, l'esplosione di diversi colpi d'arma da fuoco nel centro abitato e in strada, la minaccia alla persona offesa mediante colpi d'arma da fuoco e la cessione, il 16 settembre, di una quantità imprecisata di crack a una persona legata da relazione sentimentale alla vittima. La vittima era stata trovata in terra, già privo di coscienza, con diverse ferite di arma da fuoco all’addome. “È stato un delitto consumato con modalità efferate che ha destato allarme sociale – ha sottolineato la procuratrice dei minori di Roma Giovanna Lebboroni – C’è stato uno sforzo incessante sul fronte delle indagini con un’attività svolta dalla procura presso il Tribunale per i minorenni di Roma, dalla procura di Latina e dalla Squadra Mobile per ricostruire la dinamica e raccogliere elementi di prova. Ci troviamo di fronte a un delitto pluriaggravato, premeditato, consumato con arma da sparo, quindi non d’impeto o consumato per discussioni estemporanee ma per quanto ricostruito ad oggi per pregresse vicende delittuose”, ha sottolineato la procuratrice in conferenza stampa. 
Al coinvolgimento del minore si è arrivati dall'analisi delle registrazioni e di fotogrammi estrapolati da cinque diversi sistemi di videosorveglianza installati nella zona che hanno consentito di individuare l'auto utilizzata per commettere il delitto, “quanto a modello, colore e targa, sulla quale è stata documentata la presenza dell'indagato nei luoghi e nelle fasi immediatamente antecedenti e successive all'omicidio, alle 20,07 circa e, dopo il fatto, alle 20,16 circa, quindi circa tre/quattro minuti dopo il fatto, e nelle immediate vicinanze rispetto al luogo dell'omicidio”.  Si è anche ricostruito il movente dell'omicidio, legato a “pregressi rapporti” tra la vittima e il minore relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, all’1,13 del 16 settembre era arrivata una segnalazione per l'esplosione di due colpi di arma da fuoco sotto i portici dei palazzoni in via Pionieri della Bonifica, e di persone che discutevano animatamente. “Le indagini fino ad oggi espletate ci consentono di ricondurre tale esplosione – spiega la procura per i Minorenni in una nota – ad un diverbio intercorso tra l'indagato minorenne e la vittima dell'omicidio”. L'auto utilizzata per la commissione del delitto è stata ritrovata nel centro abitato di Latina grazie alla collaborazione della società di noleggio da cui soggetti vicini a due degli indagati l’avevano noleggiata e grazie al sistema di localizzazione satellitare. 
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