Renee Nicole Good, poetessa e madre di 3 figli: chi era la donna uccisa a Minneapolis da agente Ice

7

(Adnkronos) – Si chiamava Renee Nicole Good, aveva 37 anni ed era madre di 3 figli, la donna uccisa ieri a Minneapolis da un agente dell'Ice che ha aperto il fuoco mentre la donna stava cercando di allontanarsi con la sua auto dai federali impegnati in un raid anti-migranti a pochi isolati dalla sua abitazione. Good era una scrittrice che nel 2020, mentre studiava alla Old Dominion University di Norfolk, aveva vinto l'Academy of american poets prize, premio di poesia per studenti universitari.  Brian Hemphill, il presidente dell'università dove Good si era laureata in inglese nel dicembre di sei anni fa, ha dichiarato al Washington Post che la sua tragica morte "è un altro chiaro esempio di come la paura e la violenza siano diventate comuni nella nostra nazione. La vita di Mary Renee ci ricordi quello che ci unisce: libertà, amore e pace".   Originaria di Colorado Spring, Good in passato aveva condotto un podcast con l'allora suo marito, il comico Tim Macklin, il padre del figlio più piccolo della donna, di 6 anni, che è morto nel 2023 all'età di 36 anni. Good aveva avuto altri due figli, di 15 e 12 anni, con il primo marito. La madre, Donna Ganger, ha confermato che la figlia si era trasferita da un anno nelle Twin Cities con la sua partner che, secondo un testimone citato dalla Cnn, era insieme a Good al momento della sparatoria. "Aveva il volto coperto del sangue dell'altra donna", ha detto il testimone raccontando che questa gridava ai federali "avete ucciso mia moglie".  Sul suo account Instagram, Good si descriveva come "una poetessa, una scrittrice, una moglie ed una madre, ed una terribile chitarrista del Colorado" che "sta sperimentando Minneapolis". Un ritratto confermato anche nella biografia pubblicato sul sito del premio di poesia: "Quando non scrive, legge o parla di scrittura, è impegnata in maratone di film e produzioni artistiche caotiche con la figlia e i due figli". Anche i vicini la descrivono come una persona pacifica, in netto contrasto con quanto ha detto da Donald Trump, che 'ha accusata di aver tentato "violentamente, volontariamente e malignamente di investire" l'agente che avrebbe sparato per difendersi.  La segretaria per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha parlato di "un atto di terrorismo interno", accusando Good di aver usato "la sua auto come un'arma". Secondo le autorità locali Good, cittadina americana e non obiettivo del raid, si era recata sul posto come osservatrice legale dell'operato dell'Ice, che ha schierato 2mila agenti federali a Minneapolis per un'operazione anti-migranti tesa a colpire in particolare la comunità somala da Trump definita "spazzatura". Secondo l'ex marito, riporta la Cnn, la donna aveva appena accompagnato il figlio di sei anni a scuola e stava tornando a casa in macchina insieme alla sua partner.  "Era una persona pacifica, ha fatto la cosa giusta, è morta perché amava i suoi vicini", ha detto durante la veglia organizzata nel suo quartiere Jaylani Hussein, direttore esecutivo per il Minnesota di Cair, l'associazione che tutela i diritti civili dei musulmani americani. Sui social media, Megan Kocher, ha ricordato di aver "incontrato Renee e sua moglie appena alcune settimane fa, mi ha offerto un tè e pasticcini a casa loro mentre parlavamo di cose di scuola, era una madre affettuosa e attenta, questa è una tragedia inimmaginabile. "Renee era una residente della nostra città che questa mattina si stava occupando dei suoi vicini e le è stata tolta la vita per mano del governo federale", recita una dichiarazione firmata da 11 dei 13 consiglieri comunali di Minneapolis in cui si ribadisce la richiesta che l'Ice lasci la città.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

forbes