Scontri Askatasuna, Piantedosi: “Dinamiche terroristiche, evitati danni ben più gravi”

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(Adnkronos) – Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi oggi, martedì 3 febbraio, parla alla Camera degli scontri, avvenuti a Torino durante il corteo per il centro sociale Askatasuna. "Dietro gli incidenti non c'è un deficit prevenzione – sottolinea nel corso dell'informativa in Aula -, ma una precisa intenzione criminale". Tre sono stati gli arrestati e 24 i denunciati a cui sono stati sequestrati "chiavi inglesi, coltelli e sassi", oltre a "indumenti per il travisamento".   ''L'iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale, indetta da Askatasuna all'Università di Torino", rivela, "è stato sottolineato, cito testualmente, che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto 'lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro'''. ''Il 31 gennaio era stato definito 'uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta''', ha aggiunto.  Per il ministro Piantedosi ''siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti". È possibile dire, aggiunge, che "stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato''. Quanto avvenuto a Torino, avverte, "dimostra in modo chiaro che siamo ormai di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato, contro le forze dell'ordine, rispetto ai quali non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità, ma solo una ferma condanna. Tutti devono prendere atto che non ci troviamo più in presenza di modalità più o meno discutibili dell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, bensì a una vera e propria, sistematica strategia di eversione dell'ordine democratico''.  ''Va valutato il sostegno dato alla manifestazione", aggiunge il ministro dell'Interno, da parte di "coloro i quali ora intendono rimarcare la propria distinzione rispetto ai manifestanti violenti". E' bene uscire da "un'ulteriore ipocrisia riguardante la presunta differenza e distanza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici: le forze di polizia riferiscono che a Torino, nel momento in cui la manifestazione si è predisposta alle violenze, molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico, anche aprendo gli ombrelli
per impedire che potessero essere visti i gruppi più violenti nel momento in cui si travisavano e si attrezzavano per l'assalto e per resistere ai lacrimogeni della polizia''. "Il grande lavoro svolto" dalle forze dell'ordine "ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti''. ''Le azioni messe in campo hanno di sicuro evitato penetrazioni e devastazioni nel centro storico della città e hanno impedito l'occupazione delle stazioni ferroviarie cittadine, che si è saputo essere tra gli obiettivi di questi facinorosi'', ha precisato Piantedosi.  La procura di Torino procederà per il reato di devastazione, al momento contro ignoti. Sul tavolo dei pm è arrivata una prima informativa della Digos e ne sono attese altre. Intanto nelle prossime ora arriverà la decisione del gip per i tre arrestati: il 22enne grossetano Angelo Francesco Simionato, accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni, ritenuto di aver fatto parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista, e i due torinesi Pietro Desideri di 31 anni e Matteo Campaner di 35 anni, accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per tutti e tre la procura di Torino ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere.  Nell'ambito delle indagini su quanto accaduto sono state denunciate altre 24 persone accusate a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell'autorità.    
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