Scuola, è stangata libri per rientro. E studiare è più costoso al Sud

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(Adnkronos) – Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 si ripresenta puntuale il salasso del 'caro libri' per le famiglie. A tracciare il quadro dell'impatto economico è il nuovo monitoraggio dell’Osservatorio Eures-Adoc, condotto su oltre 3.500 testi adottati in 420 classi e 100 istituti secondari distribuiti in tutti i capoluoghi di regione. I dati evidenziano una stima complessiva di spesa che tocca il miliardo di euro (800 milioni per il nuovo e 200 per l’usato), a cui si aggiungono almeno altri 200 milioni di euro per dizionari, materiale tecnico e cancelleria. 
Conto dei libri in crescita, soprattutto nelle scuole superiori: 217 euro annui per le secondarie di 1° grado e 342 per quelle di 2° grado
 Per l'anno scolastico 2026/2027 la spesa per i libri di testo delle famiglie italiane sarà ancora in crescita: l’incremento presenta tuttavia valori moderati per le scuole secondarie di primo grado, attestandosi sul +0,9% rispetto all’anno precedente e sul +5,5% rispetto al 2024/2025, passando la spesa media annua da 205 euro nel 2024 a 215 nel 2025 a 217 euro nel 2026/2027. Decisamente più marcata risulta invece la crescita della spesa per i libri di testo nelle scuole secondarie di secondo grado: in questo caso infatti la spesa media annua passa da 305 euro nel 2024/2025 a 331 nel 2025/2026, fino a 342 euro per il nuovo anno scolastico, che in termini di variazione percentuale significa +3,3% sull’anno precedente e +12,1% sul 2024/2025. 
Il salasso d’ingresso  Al di là della spesa media nei due cicli considerati, si rilevano forti variazioni legate ai singoli anni, visto che la spesa più alta si rileva sempre nell’anno di avvio del nuovo ciclo: nella secondaria di primo grado (scuola media) il costo dei libri di testo atteso per l’anno 2026/2027 risulta infatti pari a 323 euro per la prima annualità, per dimezzarsi nel biennio successivo (166 euro per il secondo anno e 162 per il terzo), prefigurando un costo complessivo per l’intero ciclo pari a 650 euro. Analoga la situazione per le scuole secondarie di II grado dove in complesso, al netto delle spese per i dizionari e il materiale di base, sono la prima e la terza annualità a registrare i costi più alti (rispettivamente 393 e 390 euro per l’anno 2026/2027), mentre decisamente inferiore è la spesa del secondo anno (238 euro) e in linea con il valore medio quella del quarto e del quinto anno (rispettivamente 340 e 351 euro). 
Passioni di settembre, oltre 1 miliardo di euro per i libri di testo ma nessuna detrazione
 E' possibile stimare che la spesa annua per i libri di testo delle famiglie italiane raggiungerà 1 miliardo di euro (800 milioni per i libri nuovi e 200 milioni per l’usato), cui vanno sommati quanto meno altri 200 milioni per l’acquisto dei dizionari, delle attrezzature tecniche e del materiale di cancelleria. Un’auspicabile detrazione del 19% delle spese per i libri di testo comporterebbe per lo Stato italiano un costo compreso tra 140 e 70 milioni di euro (se universale o riservato a fasce di reddito Isee inferiori a 35.000 euro), recuperando ancorché molto parzialmente il divario ad oggi riscontrabile nel confronto europeo per incidenza della spesa per istruzione e formazione sul Pil (circa 4% in Italia contro il 4,7% dell’Unione), che vede l’Italia agli ultimi posti in graduatoria. 
Il 'peso" della cultura: quasi 2.000 euro di libri per chi sceglie il liceo classico
 La scelta dell'indirizzo di studio continua a incidere in modo significativo sul costo dei libri di testo. Il liceo classico si conferma il percorso più oneroso, con una spesa media annua di 392 euro (1.959 euro per l’intero quinquennio), seguito dal liceo scientifico, con 359 euro (1.797 euro per i 5 anni), mentre la spesa media annua scende a 276 euro per gli istituti tecnici (1.381 nei 5 anni). Nel complesso, una famiglia con un figlio iscritto al liceo classico sostiene una spesa superiore di circa il 42% rispetto a quella richiesta per un istituto tecnico. In tutti gli indirizzi il primo anno rappresenta il momento di maggiore impatto economico (senza considerare la spesa per i dizionari e per le altre 'attrezzature'), per effetto del più elevato numero di nuove adozioni: la spesa media raggiunge infatti i 413 euro per il primo anni nei licei classici e scientifici e 353 euro negli istituti tecnici. Dopo una sensibile riduzione nel secondo anno, il costo torna ad aumentare nel terzo, soprattutto nel liceo classico, dove raggiunge i 480 euro, per poi attestarsi su livelli intermedi nel biennio conclusivo. 
Nessuna attenzione alle famiglie numerose: già con soli due figli la spesa per il rientro a scuola può superare i 1.500 euro
  Il costo dei libri di testo rappresenta solo una parte delle spese che le famiglie devono sostenere all'inizio dell'anno scolastico. Considerando anche dizionari, materiale didattico e corredo scolastico, la spesa complessiva per uno studente che si iscrive al primo anno della scuola secondaria di secondo grado raggiunge 928 euro, superando i 1.000 euro nel liceo classico (1.063 euro). L'impatto economico cresce ulteriormente nelle famiglie con più figli. Se uno studente inizia la scuola secondaria di primo grado e un altro entra contemporaneamente nella scuola superiore, la spesa complessiva per il solo rientro a scuola può raggiungere 1.514 euro. Anche quando i figli frequentano annualità diverse, l'esborso rimane comunque molto elevato, attestandosi intorno ai 1.000 euro, a conferma di come il mese di settembre rappresenti un momento di particolare pressione per i bilanci familiari. 
I paradossi delle autonomie: studiare è più costoso al Sud
 L'analisi territoriale conferma non solo la persistenza, ma anche l'ampliamento dei divari nel costo dei libri di testo. Sia nella scuola secondaria di primo grado sia in quella di secondo grado, Sud e Isole registrano i livelli di spesa più elevati, nonostante rappresentino l'area del Paese con i redditi medi più bassi. Nel primo ciclo il costo medio annuo raggiunge infatti 229 euro, contro i 207 euro del Centro e i 209 euro del Nord; nel secondo ciclo il divario è ancora più marcato, con una media di 375 euro annui nel Mezzogiorno, rispetto ai 332 euro del Centro e ai 316 euro del Nord. Inoltre, proprio nel Mezzogiorno si registra tra il 2024 e il 2026 l'incremento più sostenuto della spesa, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado (+23,4%), contribuendo ad ampliare ulteriormente il divario territoriale. 
Il commento di Anna Rea, presidente nazionale Adoc
 "I dati del nostro monitoraggio confermano che la formazione dei nostri ragazzi sta progressivamente perdendo il suo carattere universale per trasformarsi in una tassa insostenibile. Il carovita e i continui aumenti dei listini non possono continuare a erodere un principio costituzionale fondamentale come il diritto allo studio", dichiara Anna Rea, presidente nazionale di Adoc. "A settembre – sottolinea – le famiglie non affrontano una semplice spesa, ma una vera e propria corsa a ostacoli economica. Non è accettabile che una famiglia debba rinunciare ad altre necessità primarie o arrangiarsi tra gruppi WhatsApp, chat di quartiere, mercatini dell’usato tradizionali, diverse piattaforme di re-commerce o app dedicate allo scambio e alla vendita diretta di libri scolastici usati tra studenti o famiglie, pur di contenere i costi". "Sebbene i bonus locali – osserva – rappresentino un aiuto, risultano misure frammentate e largamente insufficienti dinanzi a rincari a due cifre, specialmente nel Mezzogiorno dove il paradosso dei costi più alti a fronte di redditi più bassi aggrava ulteriormente la frattura sociale del Paese. Non possiamo rassegnarci a una scuola che divide gli studenti tra chi può permettersi percorsi formativi più onerosi e chi è costretto a scegliere al ribasso. Il futuro e il talento delle giovani generazioni non possono essere subordinati all’Isee della famiglia d’origine". 
Le proposte Adoc al governo
 Per garantire pari opportunità educative e alleggerire l’impatto economico sui bilanci familiari, Adoc rilancia quattro interventi urgenti. 1) Detrazione fiscale al 19% sui libri di testo: equiparare la spesa per i testi scolastici alle spese sanitarie. Una misura che per lo Stato comporterebbe un costo stimato tra i 70 e i 140 milioni di euro (a seconda delle soglie Isee), riducendo il divario storico rispetto alla media UE per investimenti in istruzione sul Pil. 2) Promozione attiva di riuso e comodato d'uso: incentivare a livello istituzionale e scolastico i mercatini dell’usato, lo scambio tra studenti e forme strutturate di prestito d'uso gratuito. 3) Transizione digitale e biblioteche solidali: ampliare l’adozione di contenuti didattici integrati digitali a prezzi accessibili e potenziare i fondi per le biblioteche scolastiche solidali. 4) Responsabilità sociale dell'editoria scolastica: rivolgiamo un forte appello agli editori affinché dimostrino responsabilità sociale, evitando continui rialzi dei listini e pratiche che frenano il mercato di seconda mano. Chiediamo di porre un freno a micro-aggiornamenti editoriali che rendono obsolete le edizioni precedenti, all'obbligo di compilare gli esercizi direttamente sui volumi e all'uso di codici digitali monouso non trasferibili che impediscono il passaggio e il riutilizzo dei testi tra studenti. 
—lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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