(Adnkronos) – "Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti". Così il direttore di 'Libero' Mario Sechi su X annuncia il licenziamento da parte dell'editore Antonio Angelucci. Sechi è stato messo sotto tutela da settimane a garanzia della sua sicurezza. Il giornalista è stato autore di alcuni editoriali sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti in un'esplosione mentre fabbricavano un ordigno artigianale.
Da Mario Sechi a Massimo Giletti e Federica Angeli, oltre 200 i giornalisti sotto scorta e tutela in Italia
"Nel giro di una mezza giornata la mia vita è cambiata. La minaccia. Quella minaccia. Ti telefona il prefetto Claudio Sgaraglia, pensi sia una cosa di routine, una notizia che ha bisogno dell’attenzione del direttore del giornale, un appuntamento istituzionale, ma improvvisamente arriva un colpo di vento gelido che sbatte le imposte: 'Devo metterti sotto tutela'", aveva raccontato in un editoriale su Libero rilanciato anche su X. "Quella di Mario Sechi è una ricostruzione strumentale”. Così fonti vicine alla società editrice di 'Libero' definiscono all'Adnkronos il post su X del direttore. Sechi, riferiscono le fonti, "ha collegato la richiesta di lasciare la direzione del quotidiano alla circostanza di essere finito sotto scorta", ma, osservano le stesse fonti, la misura di protezione nei confronti di Sechi "sarebbe stata disposta già da circa tre settimane e, dunque, il richiamo fatto oggi alle minacce ricevute avrebbe il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale". Secondo quanto si apprende, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma "sollevato dall’incarico nell’ambito delle decisioni editoriali del quotidiano", legate anche "all'insoddisfacente numero di copie vendute", e il direttore "ne sarebbe stato informato già da diverse settimane". Le fonti sottolineano inoltre che misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell’informazione "non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti. In questo quadro, viene giudicato 'improprio' utilizzare la questione della scorta per sostenere l’idea di un licenziamento avvenuto 'nel momento' delle minacce".
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