Sla e malattie neuromuscolari, Regione Marche incontra il modello Nemo

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(Adnkronos) – C'è una sanità che si misura nel numero delle prestazioni erogate e una sanità che si misura nella capacità di tenere insieme persone, professionisti, ricerca, ospedale e territorio. Il Centro Clinico Nemo di Ancona nasce da questa seconda idea. Non è soltanto un luogo di cura dedicato alle persone con Sla-Sclerosi alterale amiotrofica e malattie neuromuscolari: è un modello organizzativo che trasforma la presa in cura della fragilità in valore per l'intero Servizio sanitario regionale. È questo il significato della visita dell'assessore alla Sanità della Regione Marche Paolo Calcinaro, oggi, al Centro clinico Nemo di Ancona. Il percorso è pensato non per presentare un reparto – precisa la nota – ma per mostrare come la multidisciplinarietà possa diventare organizzazione sanitaria. Qui neurologi, pneumologi, fisiatri, infermieri, terapisti, psicologi e professionisti della riabilitazione lavorano come un'unica équipe, costruendo insieme un progetto di vita che accompagna la persona ben oltre il tempo del ricovero. È la stessa direzione indicata dalla Regione Marche e di cui il Centro clinico Nemo rappresenta un'esperienza concreta nella pratica quotidiana, facendo della complessità non un limite, ma un elemento di qualità dell'assistenza. “Entrare al Centro clinico Nemo – spiega Calcinaro – significa incontrare una realtà in cui la presa in carico multidisciplinare non è un principio teorico, ma una pratica quotidiana. Qui si ritrovano molti degli elementi sui quali la Regione Marche sta orientando il proprio impegno: la valorizzazione dei professionisti, l'integrazione tra ospedale e territorio, l'innovazione, la ricerca e la capacità di costruire percorsi di cura attorno alla persona. È un modello che contribuisce a rafforzare l'intero Servizio sanitario regionale e che rappresenta un patrimonio importante per la nostra comunità”. Per il direttore generale dell'Aou delle Marche, Armando Gozzini, “il Centro clinico Nemo è parte integrante dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche e del suo progetto assistenziale. La collaborazione costruita in questi anni dimostra che, quando competenze diverse lavorano insieme, cresce l'intero ospedale e cresce la qualità dell'assistenza offerta ai cittadini. Il Nemo è un esempio concreto di come l'integrazione tra competenze, ricerca e organizzazione possa rafforzare il Servizio sanitario regionale e offrire risposte sempre più efficaci alle persone con bisogni assistenziali complessi”.  Tale valore trova conferma anche nei risultati raggiunti. Dall'apertura del Centro, nel marzo 2022, sono state prese in carico 1.072 persone, effettuati 688 ricoveri ordinari e 539 Day Hospital, con una mobilità attiva pari a circa il 20%, a conferma del ruolo del Nemo quale riferimento interregionale per la presa in cura delle malattie neuromuscolari. Accanto all'attività assistenziale, il Centro partecipa a studi clinici multicentrici e garantisce l'accesso alle terapie più innovative, permettendo alle persone di ricevere trattamenti avanzati senza dover lasciare la propria regione.  “I Centri Clinici Nemo non sono nati per costruire un nuovo reparto, ma per cambiare il modo di prendersi cura delle persone con malattie neuromuscolari”, sottolinea Alberto Fontana, ideatore del modello dei Centri clinici Nemo. “Ad Ancona questo modello è diventato patrimonio della comunità marchigiana perché istituzioni, ospedale, professionisti, università e associazioni hanno scelto di costruirlo insieme. Quando la fragilità smette di essere un problema di qualcuno e diventa una responsabilità condivisa, allora la cura diventa davvero sistema”, aggiunge. All’evento – riferisce la nota – erano presenti anche il direttore generale dei Centri clinici Nemo, Paolo Lamperti, la responsabile clinica Michela Coccia e l'équipe multidisciplinare del Centro, la visita ha attraversato i luoghi della presa in cura: gli ambulatori, il Day Hospital dedicato alle terapie innovative, le stanze di degenza, la palestra riabilitativa e gli spazi dedicati alla ricerca clinica. A suggellare il percorso è stata la consegna all'assessore del ‘Patto della comunità’, il documento con cui l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aisla) Marche, Famiglie Sma, Fondazione Paladini e Uildm hanno affidato simbolicamente alle istituzioni 4 parole – fiducia, futuro, territorio e comunità – riconoscendole come i valori che hanno trasformato il Centro clinico Nemo di Ancona in un patrimonio della sanità marchigiana. Un gesto simbolico con cui la comunità del Nemo ha affidato alle istituzioni ciò che considera più prezioso da custodire. Perché ci sono luoghi che si visitano e luoghi che, da quel momento, chiedono di essere custoditi. Il Centro clinico Nemo di Ancona è uno di questi. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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