TOMORROW / Legge elettorale, opposizione all’attacco: lunedì i ricorsi alla Corte Costituzionale

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(Adnkronos) –
Saranno presentati lunedì, alle 13 nella sala stampa della Camera dei deputati, i ricorsi alla Corte Costituzionale contro la legge elettorale. Una iniziativa che vedrà protagonisti i partiti di opposizione, con Simona Bonafè (Pd), Maria Elena Boschi (Iv), Riccardo Magi (+Eu), Alessandra Maiorino (M5s) e Filiberto Zaratti (Avs), insieme ai responsabili dei Comitati e delle realtà civiche già protagoniste di iniziative analoghe in passato, come la 'Rete per un voto libero e uguale', l'iniziativa di 160 costituzionalisti dello scorso giugno a Roma contro la riforma elettorale, unitamente ad avvocati e giuristi come Pietro Adami, Enrico Grosso (già presidente onorario del comitato per il No al referendum costituzionale sulla giustizia) e Roberto Zaccaria.  L'obiettivo dell'iniziativa sarà quello di sollevare i motivi di incostituzionalità dello 'Stabilicum' in una trentina di distretti di Corte di appello in tutto il Paese, con ricorsi sottoscritti da giuristi ma anche da comuni cittadini. I ricorsi verranno depositati appena la legge, approvata definitivamente dalla Camera, entrerà in vigore, quindi 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Da quel momento, partirà la corsa contro il tempo per arrivare al verdetto della Consulta. Per quel che riguarda il primo step, in caso di procedimento semplificato i tribunali dopo 40 giorni potrebbero fissare la prima udienza e quindi decidere se emettere l'ordinanza in cui si solleva la questione di legittimità costituzionale di fronte alla Corte.  L'ordinanza dovrà quindi essere notificata alle parti interessate, come il presidente del Consiglio dei ministri, ed entro 20 giorni dalla notifica potrebbe essere fissata la prima udienza, da tenere a sua volta nei 20 giorni successivi. Nel complesso, in questi casi si copre un periodo di circa tre mesi. I proponenti punteranno, quindi, ad arrivare a una pronuncia della Corte dal mese di febbraio in poi.  Le parti della riforma 'attenzionate' dai ricorrenti, e quindi a rischio di incostituzionalità, sono in sostanza il sistema delle preferenze introdotto solo in maniera parziale, il numero di firme per la presentazione delle liste ritenuto eccessivo, la parità di genere non garantita in maniera compiuta, il meccanismo previsto per far scattare il premio di maggioranza e la nuova mappa delle Circoscrizioni estero con l'unico collegio 'Mondo' al Senato.   
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