(Adnkronos) – Il Pantheon si trova ad Atene, Ungaretti è nato a Recanati, Verga ha scritto la Coscienza di Zeno: non sono allucinazioni di intelligenze artificiali ma prodotti di intelligenze umane (sempre nostrane) alle prese con l’atto finale del loro percorso di studi. Ma la colpa non è dell’Ia, con cui oltre la metà dei maturandi – secondo i dati di Skuola.net – quest’anno ha fatto coppia fissa come partner di studio, visto che la 'fabbrica degli sfondoni' era operativa anche una decina di anni fa. Il 2026 non fa eccezione. L’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net è tornato, alimentato da delazioni e persino auto-denunce dei diretti interessati, con tanto di post su TikTok, per alimentare un bestiario, suddiviso per materie, degno delle risposte allucinate e allucinanti di Emma, l’Ia italiana divenuta un meme solo qualche giorno fa. Iniziamo col botto sul fronte degli autori classici, dove i rimescolamenti anagrafici e lessicali dominano la scena. Su Luigi Pirandello, ad esempio, si sono consumati vari drammi riguardo l'identità dei suoi personaggi. Il povero Vitangelo Moscarda (protagonista del romanzo 'Uno, nessuno e centomila'), per dirne una, è stato ribattezzato Vitangelo Mostarda. Mentre per l'antieroe Mattia Pascal (al centro de 'Il fu Mattia Pascal') l'evoluzione è stata molteplice: c'è chi lo ha trasformato ne Il Fu Mattia Pasquale, chi lo ha omaggiato musicalmente chiamandolo Il Fu Mattia Bazar (come il celebre gruppo) e chi, proiettato verso le serie TV, ha parlato di Pedro Pascal (attore, tra gli altri, di 'Narcos', 'Il Trono di Spade', 'The Last of Us'). Non è andata meglio a Giovanni Pascoli, la cui soave poetica del "Fanciullino" è stata declassata a 'fanciullaggine' e la cui celebre lirica 'X Agosto' è stata letta brutalmente come 'Ics Agosto'. Addirittura, poi, la sua nota poetica dell'assiuolo ha scatenato il panico in commissione, dopo essere diventata la 'poetica dell'uccello'. Sul fronte dei Promessi Sposi – altro pilastro del programma di Italiano – la situazione è degenerata. L'autore per qualcuno sarebbe Alberto Manzoni (un mix letale con Alberto Angela?), ma soprattutto il Manzoni (Alessandro) è stato ricordato come 'quello che canta L'Essenziale', confondendolo (forse giocosamente) con Marco Mengoni. E i suoi personaggi? Don Rodrigo è stato descritto come un prete che vuole farsi Lucia, mentre la povera Lucia si è ritrovata catapultata a fare la protagonista della Divina Commedia. E se Giovanni Verga è stato definito un fiero 'Espositore del Verismo' (invece di esponente), la sua celebre opera 'La Lupa' è stata interpretata da un maturando calciofilo in preda all'ansia come un brano legato alla squadra della Roma. Mentre per qualcuno lo stesso scrittore siciliano avrebbe creato 'La Coscienza di Zeno' (che però è di Svevo). Italo Svevo che, invece, per l'occasione è diventato – per assonanza del cognome – di origini svedesi e, come se non bastasse, gli sono state appioppate le paternità de 'La Ginestra' (celebre testamento poetico di Giacomo Leopardi) e de 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis' (capolavoro di Ugo Foscolo). Nel frattempo, Leopardi si è consolato con quello studente che gli ha regalato sia il '5 maggio' (di Manzoni) che 'Il fanciullino' (di Pascoli). Passando ai poeti più moderni, Giuseppe Ungaretti ha perso i natali africani – nacque ad Alessandria d’Egitto – per rinascere comodamente a Bologna o a Recanati. Mentre Eugenio Montale è stato definito 'genoano' (cioè tifoso della squadra di calcio del Genoa) anziché genovese (ma nulla esclude che lo fosse, volendo essere onesti e clementi). Non poteva certo mancare il classico dei classici: quel Gabriele D'Annunzio fedele al suo ruolo di "estetista". A questo punto chissà se davvero, tra un'opera e l'altra, il Vate non si dedicasse a fare cerette e a sistemare sopracciglia ad ala di gabbiano. Mentre il suo alter ego Andrea Sperelli (protagonista de 'Il Piacere') è diventato uno 'stupefacente' Andrea Spinello. A chiudere il cerchio letterario, ecco pure degli svarioni sull'attualità delle tracce ministeriali di quest'anno, poi riprese durante gli orali: lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati – presente tra gli spunti di analisi del testo – è stato storpiato in Brancale (con la mente rivolta, forse, alla celebre cantante Serena Brancale e alla sua hit estiva 'Al mio paese'). Mentre Cesare Pavese è diventato magicamente Pavesi (quelli dei famosi biscotti). Meraviglioso, infine, l'impegno teatrale di un candidato che, invitato ad analizzare il romanzo 'Con gli occhi chiusi' di Federigo Tozzi, ha iniziato a esporre parlando fisicamente a palpebre serrate. Mentre, per quanto riguarda la narrativa straniera, Mr. Hyde e Dr. Jekyll per uno studente erano 'amici'. Anche il revisionismo storico raramente è stato così audace. Partendo dal Risorgimento e dal processo di unificazione dell'Italia, le Leggi Siccardi – i celebri provvedimenti che nel 1850 abolirono i privilegi del clero nel Regno sabaudo – sono state ribattezzate 'Leggi Siffredi', dando un taglio decisamente hard alla storia del nostro Paese. Al Comando Supremo delle Forze Armate durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, non ci sarebbe il Generale Badoglio bensì il Generale 'Campidoglio'. Facendo un salto indietro, la Guerra dei 7 anni – il primo grande conflitto globale che nel XVIII secolo vide contrapposte le principali potenze europee – si è trasformata magicamente nella Guerra dei 7 nani (che probabilmente partivano all’assalto al grido: Ehi-Hooooo!). La memoria ha vacillato spesso anche sull'Educazione Civica: Giuseppe Saragat è stato indicato più volte come primo presidente della Repubblica, quando in realtà fu Presidente dell’Assemblea Costituente e, poi, quinto Capo dello Stato (forse gli studenti si sono lasciati fuorviare dalla traccia di prima prova su di lui). Mentre Antonio Salandra, Primo Ministro a inizio ‘900, è diventato Antonio Salamandra. Oggi, invece, per qualcuno l'Italia sarebbe una Repubblica democratica 'fondata sulla Costituzione' (un cortocircuito logico bellissimo, al posto del 'lavoro'). Mentre per un altro studente da noi vige ancora la Monarchia: ne discende che Sergio Mattarella sia il Re (Sergio I, però, suonerebbe bene). Sempre all'interno della Carta Costituzionale, secondo una diplomanda, ci sarebbero nientemeno che i 10 comandamenti. E per un’altra ragazza le leggi sarebbero approvate dalla 'Camera dei Detenuti' (anziché dei Deputati: lapsus o provocazione?). Infine, se vi state chiedendo cosa significhi PD, la risposta è semplice: Partito Destro. L'epoca dei totalitarismi, invece, si tinge di scenari distopici. Da una parte lo scambio di ruoli in cui Hitler guidò le Camicie Nere mentre Mussolini era a capo del Terzo Reich; dall'altra un capolavoro assoluto in salsa gaming, secondo cui Hitler è l’autore del 'Minecraft' (con il famoso gioco dei 'cubi pixelati' confuso col tragico Mein Kampf). Restando in tema totalitarismi, c’è pure chi ha detto che lo stesso Mussolini si scontrò con le Brigate Rosse. E che a guidare la Rivoluzione Russa fu Stalin (e non Lenin). A dimostrazione che l'ansia colpisce a 360 gradi, le 'divagazioni' hanno intaccato anche il resto del programma. In Scienze, la nostra Astro-Samantha Cristoforetti è stata insignita di un titolo di cui non andare proprio fieri: per un maturando, infatti, è stata la prima donna capitano dell'ISIS, l’oscura organizzazione terroristica, anziché della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sempre in ambito scientifico, abbiamo poi scoperto che la forma della Terra non è geoidale, bensì è un rombo. In geografia, invece, alcune capitali d’Europa hanno subito un pesante restyling: un candidato ha raccontato ampiamente del viaggio di istruzione in Grecia, con la visita al Pantheon di Atene (al posto dell'Acropoli, spostando un po’ più ad Est il tempio romano), mentre si è scoperto che a Parigi non si passeggia sui larghi boulevard, ma tra i 'bungalow'. Anche in storia dell'arte non sono mancati i colpi di scena. Partiamo dalle origini di Leonardo Da Vinci: per una diplomanda in realtà proveniva da Vicenza, ma per comodità la gente abbreviava in 'Vinci' e il nome gli è poi rimasto attaccato addosso. Restando nel Rinascimento, uno studente ha rivelato che La Venere de 'La Primavera' di Botticelli è chiaramente incinta. Sulle discipline artistiche, però, il momento clou è stato quello durante il quale il commissario ha chiesto di nominare un importante pittore spagnolo, suggerendo: 'Se le dico Pablo…?'. Il candidato, senza esitare, ha detto: 'Escobar' anziché Picasso. E ancora in un orale il professore chiede un pittore astrattista: il candidato spara Van Gogh; l'insegnante fa 'no' con la testa per suggerirgli di cambiare… e lui ribatte fiero: 'Gauguin!'. A sigillare questa indimenticabile Maturità 2026, infine, l'aforisma musicale perfetto per la prova d'inglese: 'E come disse Neil Armstrong: What a wonderful world!'. Peccato che Neil sia l'astronauta che passeggiò sulla Luna, mentre a scrivere questa iconica frase fu Louis Armstrong, leggendario trombettista jazz.
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