Visita medica di Trump, salute torna al centro dell’attenzione negli Usa

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(Adnkronos) – Donald Trump, il presidente più anziano mai insediatosi alla Casa Bianca, è tornato questo martedì all’ospedale militare Walter Reed National per un controllo medico e odontoiatrico, la terza visita programmata in meno di 13 mesi. Una frequenza che ha suscitato interrogativi sulla sua salute quando, fra meno di venti giorni, compirà 80 anni. Il presidente si era recato al Reed già nell'aprile del 2025 per la sua visita medica annuale e vi ha fatto ritorno lo scorso ottobre per effettuare una Tac e valutare ulteriormente la sua salute cardiovascolare e addominale. Al termine della nuova visita, il presidente su Truth Social ha scritto: "Ho appena terminato la mia visita medica semestrale presso il Walter Reed Military Medical Center. È risultato tutto perfetto". Tuttavia, le domande sulla salute del tycoon persistono, mentre medici indipendenti hanno chiesto perché le mani di Trump presentino ripetutamente lividi, perché le sue gambe siano gonfie e se la sua occasionale sonnolenza sia sintomo di un problema fisico e mentale più profondo, ritenendo insufficienti le spiegazioni della Casa Bianca. Interpellato al riguardo degli ematomi – coperti spesso con del trucco – il repubblicano ha dichiarato di assumere grandi quantità di aspirina per "fluidificare il sangue", nel tentativo di prevenire coaguli, ictus o infarti. I suoi assistenti hanno spiegato che ciò provoca la formazione di lividi in seguito alle strette di mano. Tuttavia, nelle ultime settimane, ematomi sono stati notati anche sulla mano sinistra, quella che non viene utilizzata per le strette di mano. Per quanto riguarda gli episodi di apparente sonnolenza durante gli eventi, i collaboratori hanno smentito con veemenza tale ipotesi, suggerendo che il presidente stia semplicemente ascoltando con estrema attenzione. Senza contare le tempeste di post pubblicate sui social, la retorica a tratti bellicosa, l’aumento degli insulti ai giornalisti e i suoi discorsi che, spesso, finiscono in lunghe divagazioni e digressioni. A fine aprile, una dichiarazione firmata da 30 psichiatri, neurologi e psicologi americani ha espresso preoccupazione per le condizioni cognitive e fisiche del tycoon guardando a diversi fattori, come quelli citati. “È nostra opinione professionale che i comportamenti di Donald Trump, tragicamente, non siano né momentanee défaillance né teatro politico. È nostra opinione professionale che essi riflettano un declino in rapido peggioramento, avulso dalla realtà e sempre più pericoloso”, si legge nella dichiarazione. Fra loro vi è Bandy Lee, presidente della Coalizione Mondiale per la Salute Mentale, con sede a Washington DC, e con un passato insegnando a Yale e Harvard. Contattata da Adnkronos, Lee ha sottolineato come il comportamento di Trump sia peggiorato anche solo guardando all’inizio della sua seconda presidenza. “A gennaio 2025 i segnali non erano così frequenti. Ora molti ci fanno maggiormente caso, tipo durante gli eventi in cui parla, si guarda di più alle sue mani per vedere qualche segno strano o, mentre altri parlano, ci si concentra sull’espressione di Trump e sui suoi occhi”, dice Lee. Allo stesso tempo gli autori della dichiarazione, come Lee, hanno rilevato i limiti etici della diagnosi a distanza, sostenendo tuttavia che la sua condotta pubblica giustifichi un'ulteriore valutazione indipendente. Una valutazione che, al di là di ciò che rivela la Casa Bianca, è quasi impossibile che possa avere luogo. 
LA DISCREPANZA CON BIDEN: I cambiamenti notati in Trump non sembrano essere sottolineati come con Biden che, in soli quattro anni, era apparso molto invecchiato, dimagrendo visibilmente con il passare dell’età. Al contrario, il repubblicano sembra sempre lui, con la sua stazza e il suo fare rumoroso, sempre disposto a parlare con i giornalisti senza filtri ed essere il centro dell’attenzione. Mentre Biden si è fatto sempre vedere poco in pubblico, organizzando saltuariamente degli eventi, Trump, al contrario, ha sempre un'agenda pubblica piena e nei weekend, spesso, va a giocare per diverse ore a golf. E quando non si vede, si fa sentire sui social, dando un senso di presenza costante che, agli occhi dei più, toglie i dubbi su un eventuale declino fisico e mentale. Durante la passata amministrazione, il team dell’ex presidente democratico aveva sempre difeso la sua capacità di fare il proprio lavoro e la questione della sua salute era rimasta perlopiù in secondo piano. Chi aveva dubbi, all’interno del partito e fra i giornalisti, si è spesso morso la lingua. Solamente la pubblica debacle del giugno 2024, nel dibattito presidenziale di Atlanta contro Trump, aveva messo sotto gli occhi di tutti lo stato reale del fisico e della psiche di Joe Biden, fino a spingere l’ex inquilino della Casa Bianca a ritirarsi a luglio. Secondo Thomas Gift – direttore fondatore del Centre on U.S. Politics presso l'University College London – è tutta una questione di “colpo d’occhio”. “Uno sguardo obiettivo a entrambi i presidenti rende chiare due cose”, ha affermato ad Adnkronos. “Primo: Trump non è esattamente un esempio di salute perfetta — tutt'altro — ma è vigoroso; secondo: i dubbi sulla lucidità di Biden — sia mentale che fisica — sono stati amplificati dal contesto delle presidenziali 2024”. “Sebbene Trump abbia fatto innumerevoli commenti inopportuni e commesso errori verbali, non ha mostrato lo stesso tipo di gaffe di Biden”, ha aggiunto Gift.  
COSA DICONO I SUOI FUNZIONARI E I SUOI CRITICI: La Casa Bianca fa notare i diversi viaggi all'estero, tra cui una visita in Cina a metà maggio. Tuttavia, il suo programma di viaggi interni al Paese è ben lungi dall'essere frenetico come lo era durante il primo mandato; inoltre, le promesse fatte per mesi d’intensificare tali spostamenti sono rimaste lettera morta. Da tempo Trump attribuisce grande valore a quello che il suo staff definisce "tempo esecutivo": ore mattutine non strutturate e a porte chiuse, solitamente trascorse a guardare la Tv via cavo e a utilizzare il telefono. Di conseguenza, raramente prende parte a eventi pubblici prima della tarda mattinata.  I repubblicani, da parte loro, difendono a spada tratta il loro leader. Tuttavia, alcuni legislatori hanno iniziato – in sordina – a nutrire dubbi sul discernimento del Presidente, in particolare per ciò che concerne le priorità politiche. È svanita, ad esempio, la promessa attenzione all'economia e alla riduzione dei prezzi. Il suo comportamento ha riacceso le richieste, da parte dei Democratici, di invocare il Venticinquesimo Emendamento per rimuovere il presidente dal potere, giudicandolo incapace di esercitare le proprie funzioni. (Tale procedura richiederebbe l'intervento del Gabinetto e, di fatto, non ha alcuna possibilità di essere attuata).  I duri critici come il Dott. John Gartner, eminente psicologo clinico ed ex professore alla Johns Hopkins, sottolineano che gli attuali schemi discorsivi del Presidente divergono significativamente dalle sue capacità passate. “Quando Donald Trump era più giovane, negli anni '80, era in realtà piuttosto articolato. Parlava per paragrafi ben torniti; ora ha difficoltà persino a terminare una frase. I suoi pensieri erano logici e coerenti; ora sono tangenziali…quando le persone sviluppano la demenza, diventano le peggiori versioni di sé stesse”, ha detto Gartner. (di Iacopo Luzi) 
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