(Adnkronos) – Nessuna tregua nella guerra tra Ucraina e Russia, ma nessuna tregua anche nello scambio di accuse tra i leader dei due Paesi. Volodymyr Zelensky ha infatti nuovamente puntato il dito contro Vladimir Putin, colpevole di non considerare neanche un cessate il fuoco parziale, per poi incassare la replica del Cremlino, che accusa il numero uno di Kiev di rifiutare una risoluzione pacifica del conflitto. Il tutto mentre Mosca continua a bombardare obiettivi ucraini, inclusi i siti energetici, e nel giorno in cui il negoziatore russo Dmitriev è arrivato a Washington per vedere l'inviato della Casa Bianca Witkoff. Secondo Zelensky, Putin non avrebbe "interesse neanche in un cessate il fuoco parziale" e liquiderebbe in questo modo gli sforzi diplomatici dei Paesi. "Sono necessarie pressioni nuove e concrete sulla Russia per instradare questa guerra a una conclusione", "azioni da prendere il prima possibile", ha aggiunto, chiedendo ai partner di non aspettare fino all'11 aprile, giorno in cui sarà passato un mese dal 'no' di Mosca alla proposta americana per una tregua totale. La Russia continua intanto a bombardare obiettivi in Ucraina comprese le infrastrutture dell'energia in operazioni che avrebbero dovuto essere sospese secondo l'accordo che sarebbe entrato in vigore lo scorso 25 marzo per una tregua di 30 giorni nel Mar Nero e l'esclusione dei raid contro le infrastrutture dell'energia di entrambi i Paesi, raggiunto con la mediazione degli Stati Uniti. "Ci sono stati anche bombardamenti nelle regioni di Odessa e Sumy. Un'altra serie di raid contro siti dell'energia" ha affermato ieri Zelensky, citando l'attacco di un drone contro una sottostazione nella regione di Sumy, altri attacchi di artiglieria nelle regioni di Nikopol e Dnipro, dove circa 4mila persone sono rimaste al buio. Quattro morti e tre feriti, inoltre, il bilancio di un attacco missilistico russo su Kryvyi Rig, la città natale del presidente ucraino. Secondo le autorità locali, il missile balistico ha danneggiato alcuni edifici residenziali. Ma, secondo il Cremlino, ad essere contrario alla pace sarebbe Zelensky. Il presidente Putin, spiega infatti il portavoce Dmitry Peskov, è già pronto a risolvere pacificamente la situazione in Ucraina. Una strada che Kiev, accusa Mosca, non vuole intraprendere. "Il presidente Putin rimane aperto a negoziati pacifici, a trovare modi per risolvere la situazione ucraina attraverso metodi politici e diplomatici. E il fatto che la Russia, in accordo con la parte americana, abbia dichiarato di aderire alla moratoria temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche è la prova più eloquente di ciò", ha sottolineato Peskov, aggiungendo di vedere “l’assoluta riluttanza del regime di Kiev a seguire la stessa strada”. Il negoziatore russo Kirilli Dmitriev, capo del fondo sovrano Rdif, si troverebbe intanto a Washington e già avrebbe visto l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Lo rivela la Cnn, che cita due fonti al corrente dell'incontro, secondo cui l'obiettivo dei colloqui è quello di rafforzare i rapporti tra i due Paesi mentre si negozia la fine della guerra in Ucraina. E mentre il presidente Donald Trump ha lasciato filtrare la sua "frustrazione" nei confronti di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky sulla mancata attuazione del cessate il fuoco. Quella di Dmitriev, vicinissimo al presidente russo, è la prima visita di un funzionario di Mosca di così alto livello dall'inizio della guerra in Ucraina a febbraio di tre anni fa. L'uomo d'affari aveva già partecipato a febbraio ai primi colloqui a Riad tra russi e americani e aveva collaborato con Witkoff per il rilascio del professore americano detenuto in Russia Marc Fogel. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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