Le articolazioni sono uno dei “punti deboli” dei calciatori, spesso frenati nel corso della propria carriera da infortuni e operazioni.
Paradossalmente una situazione l’ha vissuta anche Arduino Tiraboschi che al mondo del pallone ha preferito la carabina del biathlon, subendo però una serie di problemi alle ginocchia che l’hanno frenato.
Nato a Serina il 21 agosto 1951, Arduino cresce in una nidiata florida per il biathlon bergamasco complice la presenza del colonnello Battista Mismetti come direttore tecnico della Nazionale e Gianni Carrara come tecnico del poligono di Serina.
Sulla propria strada incontra un altro olimpionico bergamasco come Pierantonio Clementi che lo pone sotto la sua ala e lo conduce a vincere tre titoli italiani juniores consecutivi nella 10 chilometri piccolo calibro fra il 1970 e il 1972 a cui va aggiunto l’oro nella 15 chilometri calibro grande.
L’atleta brembano entra così in Nazionale vincendo ancora a livello tricolore nel 1973 il titolo assoluto nella 15 chilometri piccolo calibro, l’argento nella staffetta seguito dal secondo posto nella 10 chilometri grosso calibro e dal bronzo a squadre l’anno successivo.
Arduino è così riserva per le Olimpiadi Invernali di Innsbruck 1976 ottenendo nel corso degli anni una serie di risultati come il terzo posto nel concorso internazionale di Oberhorf oltre a varie affermazioni a Limone Piemonte, Auronzo e Hedenaset a cui si aggiunge il bronzo nella 10 chilometri piccolo calibro.
Partecipa anche ai Mondiali 1978 scendendo in campo nella 20 chilometri individuale dove conclude trentunesimo e nella staffetta 4×7,5 chilometri con Giuliano Spiller, Lino Jordan e Luigi Weiss dove ottiene l’ottavo posto.
Nel finale di stagione è ancora argento nella 20 chilometri piccolo calibro dei Campionati Italiani, ma è costretto a interrompere l’attività a causa di un problema al menisco.
L’operazione non lo blocca perché torna subito in pista con l’oro tricolore nella 10 chilometri piccolo calibro e l’argento nella 20 e in staffetta, oltre ai successi ad Auronzo e Limone Piemonte, prendendo parte ancora ai Mondiali dove è ventiduesimo nell’individuale, trentaquattresimo nella sprint e quinto nella staffetta.
La fortuna non lo assiste e si rompe il menisco dell’altro ginocchio venendo ancora una volta frenato, proprio alla vigilia delle Olimpiadi Invernali di Lake Placid.
L’occasione mancata quattro anni prima sembra sfuggire nuovamente, ma per Tiraboschi arriva il titolo italiano nell’individuale e in staffetta che vale la convocazione ai Giochi.
Arduino scende in campo in tutt’e tre le gare in programma e brilla soprattutto nella 20 chilometri individuale partendo male con due errori nei primi poligoni e venendo relegato attorno alla ventesima posizione.
Carrara cambia passo a partire dal terzo poligono dove centra tutti e quattro i bersagli così come all’ultima sessione di tiro risalendo sino alla decima posizione nella gara vinta dal sovietico Anatoly Alyabyev.
Nella 10 chilometri sprint le cose non vanno così bene perché arriva un trentunesimo posto con tre errori al poligono, mentre in staffetta conclude nono dopo aver passato il testimone ad Adriano Darioli al quinto posto e lottando per il podio fino a metà gara.
Per Tiraboschi c’è ancora tempo per una vittoria in staffetta agli Italiani nel 1981 e un bronzo nella 10 chilometri piccolo calibro, ma rimane il rimpianto di aver partecipato a una sola Olimpiade ottenendo grandi risultati.













