Magica Italia, Sinner e compagni eliminano la Serbia di Djokovic e volano in finale di Coppa Davis

Gli azzurri guidati dal 22enne di Sesto Pusteria hanno superato per 2-1 la squadra di Novak Djokovic ritrovando l'atto finale della competizione dopo 25 anni.

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Jannik Sinner incarna probabilmente una delle doti principali degli italiani: caricarsi nei momenti più complicati.

Il 22enne di Sesto Pusteria lo ha dimostrato a Malaga nella semifinale di Coppa Davis contro la Serbia che lo ha visto superare per ben due volte nel giro di poche ore il numero uno al mondo Novak Djokovic in match di grande intensità.

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L’ennesima conferma di una maturità agonistica raggiunta a poco a poco nel corso dell’ultima stagione dopo la vertiginosa crescita degli anni scorsi e una stagione complicata nel 2022 che aveva fatto pensare a qualcuno che l’azzurro non fosse ancora pronto per posizionarsi nelle parti alte della classifica Atp.

L’altoatesino ha spazzato via ogni dubbio in questo finale di 2023 dove prima si è imposto a Shanghai, poi ha raggiunto la sfida decisiva alle Atp Finals dopo aver sconfitto una prima volta il serbo e infine si è dimostrato inarrestabile nel “Mondiale di tennis” riportando l’Italia all’atto conclusivo venticinque anni dopo la sconfitta patita a vantaggio della Svezia.

All’epoca in campo c’era Andrea Gaudenzi, ora guida del tennis mondiale, oggi c’è un ragazzo che sta facendo impazzire tutta l’Italia con la sua classe, la sua precisione e soprattutto la sua freddezza che lo rendono per certi versi un cecchino che chiunque deve temere.

Prima la rimonta con l’Olanda ai quarti, poi il bis offerto contro la Serbia favorita per la conquista del torneo diventando un vero e proprio incubo per Djokovic che a 36 anni sta vedendo il suo erede avanzare inesorabilmente.

A fronte dei festeggiamenti che sono scoppiati sia in Spagna che nel Bel Paese, non sembra lasciare strascichi la brutta sconfitta patita in apertura da Lorenzo Musetti, ancora una volta troppo incostante per pensare di insidiare i migliori tennisti del mondo, capace di esprimere un gioco molto propositivo, ma che a lungo andare logora lo stesso carrarese, sia fisicamente che mentalmente.

Dopo un primo set vinto per 7-6, il toscano crolla contro Miomir Kecmanović perdendo per 6-2 6-1 lasciando migliaia di italiani con il fiato sospeso, quasi rassegnati di dover osservare Sinner spegnersi di fronte a un Djokovic ancora troppo forte per superarlo nuovamente dopo Torino.

Il bolzanino non si spaventa e impone subito il proprio gioco al fuoriclasse di Belgrado vincendo per 6-2 la prima fase dell’incontro a colpi di ace, ma come al solito quando Djokovic appare annientato inizia a imporre il proprio gioco e si aggiudica la seconda frazione con il medesimo punteggio.

Chiunque crollerebbe soprattutto conoscendo l’andamento del serbo, tutti tranne Sinner che si carica e trascina il match sino al 5-5 nel terzo set dopo oltre due ore di gioco e proprio lì mette a segno il colpo da maestro strappando il servizio a Djokovic e riportando l’Italia sull’1-1 grazie al match vinto per 7-5.

In doppio l’azzurro non sbaglia nulla insieme a Lorenzo Sonego che si scopre il compagno perfetto per l’allievo di Simone Vagnozzi regalando all’Italia la consapevolezza di aver trovato una nuova coppia che possa prendere l’eredità di Fabio Fognini e Simone Bolelli offrendo un futuro alla nazionale di Filippo Volandri.

Il Palacio de Deportes José María Martín Carpena diventa una bolgia, Sinner e Sonego vincono per 6-3 6-4 contro Djokovic e Kecmanović e scrivono un’altra pagine della storia della racchetta tricolore che ricorda i fasti degli Anni Settanta quando Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli tenevano incollati milioni di persone alla televisione

Ora c’è l’Australia che punta molto sulle doti di Alex De Minaur dopo aver eliminato per 2-0 la Finlandia, tuttavia il numero 11 al mondo non è Djokovic e per l’Italia c’è la possibilità che il sogno di riportare a casa l’Insalatiera dopo il 1976 si concretizzi, sempre che Sinner ce lo conceda.

 

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