Nel calcio nulla è scontato e ciò che può sembrare il giorno prima un esito beffardo (leggasi lo 0-0 del Milan a San Siro contro la Lazio), 24 ore dopo riesce perfino a far sorridere. I rossoneri si ritrovano, infatti, a +5 sul Napoli, surclassato dal Chievo al Bentegodi, +7 sulla Lazio e +9 sulla Roma, fermata sul pareggio all’Olimpico dal Brescia di Iachini. Chi pensava che la Juventus avesse risolto il mal d’attacco con l’acquisto di Matri deve ricredersi, perché l’attaccante prelevato dal Cagliari getta al vento almeno un paio di occasioni sul campo di Palermo dove i bianconeri cadono malamente (complice anche una clamorosa svista arbitrale), mentre la squadra sarda, che se n’è privata, espugna Marassi in versione blucerchiata. Succede pure che il Parma eserciti un dominio assoluto per 90 minuti impattando puntualmente contro la bravura del portiere leccese Rosati e che i salentini colpiscano in pieno recupero rapinando tre punti preziosi che rivoluzionano il fondo della classifica.

Al Bentegodi il Chievo gioca la partita perfetta contro un Napoli irriconoscibile, che ricorre pure a Lucarelli, vista l’assenza di Lavezzi, ma l’accoppiata con Cavani non produce risultato. La squadra di Pioli avrebbe potuto dilagare ma le basta segnare un gol per tempo: il primo al 20’ con Moscardelli, autore di uno stupendo tiro a giro che non lascia scampo a De Sanctis; il secondo al 5’ della ripresa con Sardo che penetra tra le maglie dei difensori partenopei e mette alle spalle del portiere. La Roma riesce a fare appena meglio e alla fine rischia pure di perdere con il Brescia, che contro le grandi si esalta. I giallorossi schierano Vucinic, Totti e Borriello, ma dopo un primo tempo anonimo, Ranieri richiama Simplicio ed inserisce Menez. Nel primo quarto d’ora della ripresa la Roma si trasforma, creano cinque limpide occasioni da rete e riuscendo a segnare al 13’ con Borriello. Al 20’ Totti fa tremare la traversa con una bomba su calcio di punizione. Quando i giochi sembrano fatti, il Brescia ha un acuto con Eder che sorprende la difesa giallorossa e pareggia. La Roma non riesce ad affondare i colpi, anzi rischia di capitolare in contropiede con Lanzafame che centra la traversa pareggiando anche il conto dei legni. Chi fa peggio di tutti è la Juventus che concede i primi 20 minuti al Palermo, subendo le reti di Miccoli al 6’ (splendido diagonale con pallone che passa sotto le gambe di Buffon) e Migliaccio al 20’ con un impetuoso stacco di testa che sovrasta Chiellini. La squadra bianconera nel primo tempo accusa i problemi già manifestati, ma al 34’ i giocatori di Del Neri hanno tutto il diritto di protestare per un fallo di mano macroscopico di Bovo non rilevato dall’arbitro Morganti che gli era di fronte. Marchisio prima rimedia il cartellino giallo, un minuto dopo accorcia le distanze calciando con rabbia e indovinando il corridoio per insaccare. Matri manca il 2-2 sia allo scadere del primo tempo che ad inizi della ripresa, che è tutta di marca juventina, con il Palermo che regge e porta a casa la vittoria, scavalcando proprio la squadra di Del Neri e affiancando l’Udinese. I friulani non riescono a ripetere in casa le ultime brillanti prestazioni e sono costretti ad inseguire il Bologna, a segno con il solito Di Vaio. Il pari dell’Udinese è confezionato al 32’ della ripresa da Di Natale che con una punizione assist libera Domizzi davanti alla porta di Viviano per la deviazione vincente. La squadra di Guidolin non riesce a tenere il ritmo devastante con cui aveva costruito i brillanti risultati e il Bologna manca il colpaccio fallendo un paio di occasioni con Meggiorini davanti alla porta friulana. Il Cagliari espugna il campo della Sampdoria, ormai in crisi tecnica, perché Biabiany e Maccarone non riescono ad incidere come Pazzini e Cassano ad inizio stagione. La squadra blucerchiata sembra aver smarrito la fiducia nei propri mezzi e comincia a sentire la pressione della tifoseria. Il Cagliari festeggia Nainggolan, un calciatore che cresce di partita in partita, autore del gol decisivo, ma soprattutto risponde sul campo alle critiche di chi pensava che Cellino, cedendo Matri, avesse indebolito la squadra. La Fiorentina supera il Genoa con un gol di Santana, segnato con la complicità del portiere Eduardo. Anche il portiere cesenate Antonioli, un veterano, commette un grave errore favorendo il gol di Maxi Lopez per il Catania. Rimedia Jemenez per i romagnoli che devono accontentarsi del pareggio casalingo, mentre il tecnico argentino Simeone guadagna il primo punto sulla panchina etnea. Infine, l’incredibile esito della gara tra Parma e Lecce, con gli emiliani beffati da Chevanton, subentrato negli ultimi minuti a Corvia, con un tocco da posizione quasi impossibile.

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Risultati 23a giornata: Cesena-Catania 1-1 Chievo-Napoli 2-0 Fiorentina-Genoa 1-0 Palermo-Juventus 2-1 Parma-Lecce 0-1 Roma-Brescia 1-1 Sampdoria-Cagliari 0-1 Udinese-Bologna 1-1. Giocata martedì: Milan-Lazio 0-0. Bari-Inter (giovedì 3 febbraio h 20:45)

Classifica: Milan 48 Napoli 43 Lazio 41 Roma 39 Inter 38 Palermo Udinese 37 Juventus 35 Cagliari 32 Chievo 30 Fiorentina 28 Sampdoria Genoa 27 Bologna 26 Parma 25 Lecce 24 Catania 23 Cesena 21 Brescia 19 Bari 14.

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