E’ bastato che Cassano entrasse in campo nell’ultimo quarto d’ora perché il Milan costruisse l’azione del gol decisivo che vale la vittoria sul campo del Cagliari e il consolidamento del primo posto in classifica. Senza Ibrahimovic squalificato e gli infortunati Pirlo, Boateng e Flamini, l’allenatore rossonero Allegri, nel giorno del ritorno in Sardegna da ex, pesca nella formazione Primavera per fare la formazione. Il 18enne croato Merkel viene schierato alle spalle di Pato e Robinho, il coetaneo Strasser centrocampista della Sierra Leone subentra a Gattuso e firma la rete del successo a 5’ dalla fine grazie ad un’elegante combinazione tra Robinho e Cassano, subentrato a Merkel. Il Cagliari si difende bene e diventa anche minaccioso con Canini che colpisce di testa il palo. Ma le occasioni migliori capitano sui piedi di Pato e Robinho, che trovano l’opposizione del portiere Agazzi. Quando sembra che Donadoni sia riuscito ad imbrigliare i rossoneri, arrivo l’invenzione di Robinho e Cassano che mette il giovane Strasser , sul filo del fuorigioco, in condizione di infilare in rete. La Lazio non va oltre il pari senza reti a Marassi con il Genoa e perde terreno dalla capolista. Un’invenzione di Hernanes, che colpisce il palo, potrebbe fare la differenza ma il risultato riflette i valori messi in campo dalle due squadre. Sotto i riflettori del Meazza va in scena la prima di Leonardo sulla panchina dell’Inter. Di fronte il 4-3-1-2 dei campioni del mondo, con Stankovic alle spalle di Pandev e Milito e un superlativo Thiago Motta (nella foto) nel ruolo di playmaker, e il 3-4-2-1 del Napoli con Mazzarri che schiera Dossena e Maggio esterni di centrocampo e Hamsik e Lavezzi a sostegno di Cavani. Nerazzurri in vantaggio dopo 3’ con Thiago Motta che scambia al limite dell’area con Stankovic e con un sinistro al volo batte De Sanctis. Al 6’ Dossena segna ma in netta posizione di fuorigioco. Il pareggio del Napoli arriva al 25’ su corner di Lavezzi e colpo di testa vincente di Pazienza. Poi al 33’ e 34’ Maggio su un fronte e Milito sull’altro sprecano la palla del 2-1. Al 37’ l’Inter si riporta in vantaggio grazie ad un inserimento di Cambiasso che raccoglie un cross di Maicon e di testa mette alle spalle di De Sanctis. Dopo 2’ nella ripresa Hamsik sfiora il 2-2 deviando a fil di palo un cross rasoterra di Cavani. Ma al 10’ Thiago Motta mette il sigillo alla sua splendida serata insaccando di testa su corner e mandando il pallone all’incrocio dei pali. Nell’ultimo quarto d’ora Mazzarri tenta il tutto per tutto passando al 4-3-3 con l’inserimento di Sosa, ma il Napoli in questa occasione non riesce a fare il miracolo negli ultimi minuti.

La Roma ottiene tre punti all’Olimpico con il Catania al termine di una gara sofferta, decisa dalle doppiette di Borriello e Vucinic. La Juventus, invece, ricade sulla terra e esce pesantemente sconfitta sul proprio terreno dal Parma che detta legge con l’ex Giovinco e l’irriducibile Crespo. La squadra giallorossa sale al quarto posto, scavalcando i bianconeri. Il gol di Borriello dopo 5’ farebbe supporre una partita in discesa. Invece il Catania pareggia prima della mezz’ora con Silvestre e chiude addirittura in vantaggio il primo tempo grazie alle rete di Maxi Lopez. Ranieri cambia nella ripresa, passando dal 4-4-2 al 4-3-1-2, sostituendo Simplicio e il convalescente De Rossi con Greco e Perrotta. Dopo soli 2’ Riise effettua un cross dalla linea di fondo, forse con il pallone uscito, e Borriello di testa fa 2-2. Poi è la volta di Vucinic che disegna una Roma quanto mai offensiva, con Totti, Menez e Borriello. La mossa si rivela azzeccata, perché al 41’ Totti serve Vucinic che, tra le protesta catanesi per presunto fuorigioco, porta in vantaggio la Roma. L’attaccante montenegrino segna ancora 4’ dopo il 90esimo sfruttando l’ennesimo assist di Totti che in precedenza fallisce il gol.

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La Juventus subisce una dura lezione dal Parma e per di più perde Quagliarella per infortunio. La svolta della gara arriva dopo 17’ quando Felipe Melo scalcia sul viso un avversario e viene espulso. Il Parma ne approfitta in modo intelligente e, dopo un gol annullato ad Amauri, Giovinco segna due volte, alla fine del primo tempo e ad inizio ripresa, senza esultare. Dopo un palo colpito da Pepe su calcio di punizione, Legrottaglie accorcia le distanze con un proditorio colpo di testa, ma due minuti dopo Crespo viene steso da Chiellini in area e l’attaccante argentino dal dischetto ristabilisce le due lunghezze di vantaggio. Allo scadere Crespo serve un comodo pallone a Palladino che segna la quarta rete.

Il Palermo è un rullo compressore e dà una lezione pesante alla Sampdoria. Miccoli, Migliaccio e Maccarone gli autori dei tre gol che stendono i blucerchiati e consentono di inseguire il sogno della qualificazione alla Champions League. Il Bologna ha un Di Vaio in più, ma la Fiorentina, pur avendo detto addio a Mutu, riesce ad agguantare il pareggio con Santana. L’Udinese con Sanchez e Di Natale piega il Chievo. In fondo alla classifica si riaprono i giochi per la salvezza. Il Bari si aggiudica il derby pugliese andando a vincere a Lecce grazie ad un gol d’autore dell’ex romanista Okaka. Il Brescia cede in casa al Cesena, che nel primo tempo ne segna due con Jemenez e Ceccarelli e nella ripresa contiene gli arrembaggi delle rondinelle, che riescono solo ad accorciare con Eder.

Risultati 18a giornata: Juventus-Parma 1-4 Bologna-Fiorentina 1-1 Brescia-Cesena 1-2 Cagliari-Milan 0-1 Genoa-Lazio 0-0 Palermo-Sampdoria 3-0 Roma-Catania 4-2 Udinese-Chievo 2-0 Inter-Napoli 3-1

Classifica: Milan 39 Lazio 34 Napoli 33 Roma 32 Juventus 31 Palermo 30 Inter Udinese 26 Sampdoria 23 Genoa Parma 22 Chievo Catania Bologna 21 Cagliari Fiorentina 20 Cesena 18 Brescia Lecce 15 Bari 14

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