Davide Bendotti corre veloce verso le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026: “Vincere una medaglia è l’obiettivo che spinge ad andar avanti”

Il 31enne di Colere sarà uno dei pilastri della Nazionale di sci alpino paralimpico in occasione dell'appuntamento in programma il prossimo marzo.

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Nonostante l’età, Davide Bendotti è ormai un veterano della Nazionale di sci alpino paralimpico.

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Dopo aver preso parte alle Paralimpiadi di Pyoengchang 2018 e Pechino 2022, il 31enne di Colere è pronto ad affrontare Milano-Cortina 2026; un appuntamento casalingo imperdibile che Davide Bendotti vorrebbe condire con una medaglia.

Come sta andando la preparazione verso le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026?

La preparazione sta andando molto bene, ormai siamo agli sgoccioli perché le gare stanno per iniziare. Abbiamo passato dei mesi autunnali con la squadra nazionale molto proficui, abbiamo lavorato davvero molto bene. Il tempo è stato clemente, quindi le condizioni sono sempre state piuttosto favorevoli.

Cosa rappresenta per lei questa Paralimpiade casalinga rispetto alle altre già disputate?

Sicuramente poter gareggiare in casa, con i propri sostenitori, i parenti stretti, i cari, i familiari, gli amici, è qualcosa di indescrivibile. Ho vissuto due edizioni delle Paralimpiadi molto differenti, ovvero una senza Covid e una con il Covid, e già per quello c’erano un po’ di differenze. Questa dovrebbe essere in teoria una Paralimpiade tranquilla, quindi libero spazio ai contatti, alle emozioni, alle collaborazioni, sia con le persone che con le aziende. E quindi davvero qualcosa di unico.

E’ un vantaggio gareggiare in casa e conoscere già la pista?
Sicuramente perché abbiamo l’Olympia delle Tofane la conosciamo già un pochino, avendo già fatto alcune gare in Coppa del Mondo negli anni scorsi. Perciò anche gli altri atleti la conoscono già un pochino, però noi da italiani cerchiamo di analizzarla e testarla un pochino di più se possibile e questo potrebbe essere un grosso vantaggio.
Facendo tutte le gare tranne la discesa libera, punterà molto sul supergigante o anche su altro?
Non farò la discesa, ma prenderò parte a tutte le altre quattro discipline. Sono campione italiano in carica in supergigante per cui ci sarà una particolare attenzione per questa specialità, ma anche sulla supercombinata che per noi è una somma di supergigante e slalom speciale. Non essendo estremamente difficile la pista, ci proverò anche in slalom e gigante visto che per noi, con una sola gamba, è un’ottima occasione per esprimere il nostro potenziale. 
C’è il sogno di vincere una medaglia?
Il sogno deve esserci, altrimenti è difficile trovare anche quotidianamente le motivazioni per andare avanti, per allenarsi costantemente e quindi l’obiettivo è quello.