| ATALANTA | BOLOGNA | ||
| Carnesecchi | 7 | Skorupski | 7 |
| Scalvini | 6.5 | JoaoMario | 6.9 |
| Dimsiti | 7.1 | Helland | 7.1 |
| Ahanor | 6.4 | Heggem | 7.2 |
| Zappacosta | 6.7 | Miranda | 7.4 |
| DeRoon | 6.7 | Freuler | 6.4 |
| Ederson | 6.7 | Pobega | 6.6 |
| Zalewski | 6.9 | Bernardeschi | 6.8 |
| DeKetelaere | 7 | Ferguson | 6.6 |
| Raspadori | 6.2 | Rowe | 7.6 |
| Krstovic | 6.4 | Castro | 6.5 |
| All.Palladino | 6.51 | All.Italiano | 6.80 |
| Musah | 6.4 | Dallinga | 6.2 |
| Bakker | 6 | Orsolini | 7.1 |
| Sulemana | 6 | Moro | 6.6 |
| Pasalic | 6.2 | Dominguez | 6.1 |
| Kolasinac | 6 |
Non è stata una partita di quelle che si conservano nel cassettino dei ricordi da tirar fuori per i racconti ai nipotini. All’Atalanta bastava un pareggio, mentre il Bologna avrebbe dovuto vincere con un risultato più ampio del 2-0 e poi battere anche l’Inter domenica prossima con tanti gol di scarto. Di fatto un’impresa impossibile.
Ma il Bologna è venuto a Bergamo a giocarsela con dignità. Italiano non ha snaturato la squadra e ha proposto la miglior formazione proponendo il suo calcio. Mentre gli uomini di Palladino si sono accontentati di controllare a distanza, senza sprecare troppe energie lasciando il pallino del gioco ai felsinei, bravi nel palleggio.
Il primo tempo vivacchia con questa pseudo partita noiosina dai destini già decisi. Per assistere al primo tiro in porta occorre attendere il 32’ quando Bernardeschi si è accentrato e ha provato a impegnare Carnesecchi. Bernardeschi nel primo tempo è stato l’uomo più cercato tra i giocatori del Bologna, capace di corsa e dribbling. Ma la sua partita è durata giusto un tempo. Nel secondo si è letteralmente spento sino alla sostituzione.
Nel giro comunque di due minuti il Bologna è arrivato al tiro due volte. Al 33’ ci ha provato Rowe, il migliore in campo. Anche se si potrebbe risparmiare quelle manfrine ormai consuetudinarie dei giocatori che fanno perdere tempo o impediscono lo sviluppo del gioco svenendo ogni volta che vengono toccati.
Ci ha provato anche Zalewski al 34’, ma il suo tiro è finito alto. Poi ci ha pensato Carnesecchi al 40’ a impdire a Rowe di andare in gol, sventando un suo tiro angolatissimo. Se l’Atalanta va in Conference ci va un po’ per forza d’inerzia, un po’ per le parate decisive di Carnesecchi.
Nel secondo tempo al 64’ Palladino opera un triplice cambio: fuori De Roon dentro Pasalic, fuori Raspadori dentro Sulemana, fuori Zalewski dentro Musah.
E qui Palladino ha dimostrato di avere un po’ di idee confuse. La squadra ha perso la sua identità e allo stesso tempo l’incisività di proporsi in avanti in modo pericoloso.
Al 78’ Orsolini (da poco entrato in sostituzione di Bernardeschi) su una punizione letteralmente inventata dall’arbitro Perenzoni, che ha fischiato più per la protesta di Pasalic che lo ha mandato a quel paese per non aver fischiato un fallo subito, che non per il fallo commesso su Rowe. Da quella punizione con arco perfetto a scavalcare la difesa atalantina è stato pescato Orsolini su secondo palo che al volo ha messo la palla alle spalle di Carnesecchi.
È l’episodio che ha deciso la gara. Poi Palladino nella continuazione della sua più totale confusione ha inserito Bakker per De Ketelaere (e non Samardzic) e Kolasinac per Zappacosta. Bakker lo ha tenuto esterno alto a destra completamente fuori ruolo. E Scamacca non lo ha nemmeno nominato. E mano male che alla partita sono stati recuperati Scalvini e Djimsiti.
Ma un ultimo sussulto l’Atalanta ha provato a farlo spedendo Krstovic solo davanti a Skorupski che è stato bravo a deviare in uscita il tiro dell’attaccante nerazzurro.
Una mezza delusione, dopo la vittoria di San Siro. Sugli spalti sono apparsi un po’ di striscioni. Uno di questi incitava la squadra ad assimilare i comportamenti che hanno avuto i ragazzi più giovani della Primavera che hanno conquistato la Coppa Italia, ieri al giro d’onore allo stadio.
Dopo il triplice fischio giocatori, dirigenti, mogli, figli e parenti tutti dentro al campo per festeggiare con i tifosi che però per buona parte aveva già lasciato lo stadio.
La delusione provata non è stata tanto per la Conference, quanto per come ci è arrivata la squadra. Dopo la sconfitta contro la Juventus è sembrato che a Zingonia abbiano staccato la spina. E Palladino dopo la partita con il Bologna non sappiamo se abbia convinto o meno la dirigenza per la sua permanenza. Lo scopriremo presto.
L’ultimissimo atto avverrà domenica a Firenze contro la Fiorentina ormai strasalva. Lì sì Palladino potrà sbizzarrirsi con la formazione. Ormai la frittata è fatta, cotta e mangiata.
ATALANTA-BOLOGNA 0-1
Rete: 78′ Orsolini.
Atalanta: Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti, Ahanor, Zappacosta (89′ Kolašinac), de Roon (64′ Pašalić), Éderson, Zalewski (64′ Musah), De Ketelaere (82′ Bakker), Krstović, Raspadori (64′ Kamaldeen). A disposizione: Rossi, Sportiello, Scamacca, Samardžić, Bellanova, Obrić, Vavassori. Allenatore: Raffaele Palladino.
Bologna: Skorupski, Joao Mario, Helland, Heggem, Miranda, Freuler, Ferguson, Pobega (69′ Moro), Bernardeschi (69′ Orsolini), Castro (69′ Dallinga), Rowe (79′ Dominguez). A disposizione: Ravaglia, Pessina, Tomasevic, Zortea, Odgaard, Lykogiannis, Sohm, De Silvestri. Allenatore: Vincenzo Italiano.
Arbitro: Daniele Perenzoni della sezione di Rovereto (assistenti Dario Garzelli di Livorno e Gianluca Grasso di Ariano Irpino, IV ufficiale Andrea Zanotti di Rimini, V.A.R. Ivano Pezzuto di Lecce, A.V.A.R. Marco Serra di Torino).
Note: ammonito Pobega (B), Pašalić (A).













