Maurizio Sarri è il nuovo allenatore dell’Atalanta

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Da oggi inizia ufficialmente il nuovo corso dell’Atalanta che possiamo definire post gasperiniano. I tentativi di copiare l’originale non sono andati a buon fine: Juric prima e Palladino poi hanno deluso le aspettative. Ed ecco, allora, che la società nerazzurra di Bergamo ha virato a trecentosessanta gradi e ha modificato tutto l’assetto tecnico.

Al posto del direttore sportivo Tony D’Amico (passato alla Roma) è arrivato Cristiano Giuntoli, con lui anche il suo braccio destro Giuseppe Pompilio, l’avvocato chiamato a gestire tutti gli aspetti (anche contrattuali) che la società intende affrontare e che ha definito processi sportivi. È arrivato anche uno stretto collaboratore del settore giovanile da affiancare al direttore Roberto Samaden, tale Michele Sbravati. E oggi pomeriggio è arrivata la notizia ufficiale che a guidare la squadra sarà Maurizio Sarri. Dunque niente più difesa a tre, niente più uomo contro uomo a tutto campo, ma una filosofia di gioco completamente diversa, fatta di difesa a quattro, di zona, di regista basso, insomma tutto un altro mondo.

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Nel comunicato ufficiale della società è e tutto il curriculum di Sarri: “Atalanta BC è lieta di comunicare che la guida tecnica della Prima Squadra è affidata a Maurizio Sarri, la cui luminosa carriera annovera oltre 800 panchine tra i professionisti con un palmarès nobilitato dalla vittoria di una Europa League e di uno Scudetto.
Nella scorsa stagione ha portato la Lazio a giocarsi una finale di Coppa Italia, dopo averla condotta negli anni precedenti anche a un secondo posto in campionato (stagione 2022/23) e agli ottavi di finale di Champions League (stagione 2023/24), secondo miglior risultato di sempre nella storia del Club capitolino nella massima competizione europea.
Sessantasette anni, è nato a Napoli ma sin da piccolo è cresciuto in Toscana con una parentesi nei primi anni dell’infanzia anche nella Bergamasca.
Dalla Seconda Categoria aretina al tetto d’Europa con il Chelsea e al Tricolore con la Juventus, ha costruito la sua mirabile carriera da allenatore partendo dai campionati minori per poi scalare passo dopo passo tutte le categorie. Un’ascesa caratterizzata da una precisa impronta di gioco e da una forte identità trasmesse alle sue squadre.
Dal Sansovino, passato in tre anni dall’Eccellenza alla C2, all’Empoli, che riporta in Serie A nel 2014 e che poi conduce a una brillante salvezza, nell’estate del 2015 si merita la chiamata del Napoli.
Nel Club partenopeo, dove lavora in armoniosa sinergia con il Direttore Sportivo Cristiano Giuntoli, ottiene per tre stagioni consecutive il record di punti nella storia del Napoli, migliorandolo ogni anno (fino ai 91 punti conquistati nel 2017/18, primato ancora imbattuto) e conquistando sempre la qualificazione alla Champions League con due secondi posti e un terzo.
Nella stagione 2018/19, alla guida del Chelsea, arriva anche la consacrazione a livello internazionale con la conquista dell’Europa League nella finale tutta inglese contro l’Arsenal.
I successi continuano in Italia, la stagione seguente, quando diventa campione d’Italia con la Juventus.
Tra i prestigiosi riconoscimenti individuali ottenuti in carriera, anche una Panchina d’oro per la stagione 2015/16 e una Panchina d’argento per la stagione 2013/14.
La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club rivolgono un caloroso benvenuto a mister Maurizio Sarri nella famiglia nerazzurra”.

In tutte queste scelte l’Atalanta pone l’asticella a livello alto, se non altissimo. Mai nella sua storia ha assunto un allenatore e un direttore sportivo con un palmares vincente come gli ultimi arrivati. Semmai l’Atalanta è sempre stata considerata un buon trampolino di lancio per futuri dirigenti, allenatori e giocatori. Ora non resta che aspettare le valutazioni sulla rosa e le prossime mosse di mercato.