Scanzo Volley, è arrivata l’ora del saluto definitivo di Daniele Viti

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Ci sono storie che tendono all’infinito. Per questione di sangue, appartenenza, famiglia, passione, intrecci. E quando arriva il momento del tasto “stop” non si tratta mai di un momento qualunque. Quando soprattutto, per Scanzo, non si è un elemento come tanti. Daniele Viti saluta il giallorosso, la sua seconda pelle, la sua seconda casa. Il libero classe 1994 spiega la scelta e racconta, alla sua maniera, uno spaccato delle tantissime emozioni vissute fuori e dentro dal PalaDespe. Sempre con la maglia 17 addosso, il numero che aveva scelto per omaggiare il suo idolo Giorgio Domenghini.

L’EFFETTO – “È strano, lo dico sinceramente. Sono stati tanti anni: credo 13, forse 14 in tutto. Ho fatto tutta la trafila: l’U18, la Prima Divisione, la Serie C e poi la Serie B, che ho giocato negli ultimi otto anni. Praticamente è iniziato e finito tutto qui dentro”.

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LA SCELTA – “Adesso, avendo appena finito il campionato, è ancora un qualcosa che non ho realizzato. È stata una decisione inevitabile ma ragionata: smetto per questioni lavorative. Ho tanti impegni e tante trasferte, e garantire la mia presenza era diventato impossibile. Non sarei riuscito a sostenere un altro anno in una categoria così, che ti richiede impegno e dedizione. A fine estate, quando inizierà la preparazione sarà il momento in cui mi renderò veramente conto della scelta che ho fatto”.

IL SIGNIFICATO, IL VALORE – “Scanzo è stato tanto. Una palestra di vita, prima ancora che di pallavolo. La squadra a cui mi sono legato di più è stata quella della promozione dalla Serie C alla Serie B: alcuni membri di quella squadra, ad oggi, sono ancora i miei migliori amici. E poi negli ultimi anni mi sono legato molto ad altre persone, soprattutto nell’anno della promozione in A3. Non voglio fare nomi, perché sarebbero davvero troppi, finirei per dimenticarne qualcuno e non sarebbe giusto”.

AMARCORD – “L’album dei ricordi è pieno. I momenti più belli non sono solo le partite vinte, ma gli attimi di condivisione con i compagni con cui sono cresciuto e migliorato, dentro e fuori dal campo. Di amarezze e rimpianti ce ne sono, è normale dopo tutti questi anni. Il più grande resta non essere riusciti a fare la Serie A3 dopo la promozione: quella sarebbe stata la ciliegina sulla torta a coronamento di tanti anni di impegno”.

CARO SCANZO TI SCRIVO – “Caro Scanzo, grazie per essere stato la mia seconda casa per tanti anni. Con te ho vissuto di tutto: vittorie e sconfitte, serate da ricordare e altre da dimenticare, momenti bellissimi e altri più duri. Ho imparato a vincere e ho imparato a perdere, e forse è proprio nelle sconfitte che sono cresciuto di più. Mi hai fatto incontrare persone bellissime che ancora oggi sono nella mia vita, e mi hai insegnato tanto: lo spirito di sacrificio, la voglia di lottare e di impegnarsi, la condivisione con i compagni, l’accettazione e l’onestà. Mi hai dato davvero tanto. Grazie di tutto”.