Atalanta-Hapoel Tel Aviv 0-0. “Siamo una squadra pensante”… e di retromarcia

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Siamo una squadra pensante e così perdiamo un tempo di gioco”, dice Sarri, e diventiamo prevedibili, diciamo noi. Atalanta-Hapoel Tel Aviv non è stata sicuramente una partita divertente. “Il risultato è da considerarsi negativo, ma io – dice sempre Sarriho visto aspetti positivi”. Sarà, ma il retrogusto di questa partita è sull’amarognolo. E non è di quelli digestivi di fine pranzo dopo il dolce dove hai gustato dei gol. No. È di quelli che ti lasciano più interrogativi che risposte.

Partiamo dalla difesa. L’unica certezza è Carnesecchi. Anche questa sera un suo intervento al 24’ su tiro di Boteng salva il risultato. Ma Scalvini, finora perno centrale della difesa, è costretto a uscire per un problema alla caviglia riscontrato dopo soli sette minuti. Al 26’ viene sostituito da Kristensen che con Sarri ha sostenuto solo due allenamenti.

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Paradossalmente l’uomo che tocca più palloni è Kossounou. Visto che Gaetano è marcato a vista e sempre soffocato ogniqualvolta è in possesso di palla, l’unico uomo lasciato libero dagli israeliani è Odillon. E lui che fa? Imposta sì, ma con un passaggino elementare. Cosa che fa sempre anche Gaetano. Solo una volta in 90 minuti ha fatto vedere che è capace di tagliare in verticale.

Il gioco dell’Atalanta finisce per svilupparsi in una noiosissima ragnatela di passaggi laterali che arrivano fino alla trequarti dove ormai gli avversari sono schierati e si torna indietro.

Le fasce con i terzini Bellanova a destra e Bernasconi a sinistra con Raspadori e Zalewski non si accendono mai. Nessuno parte. Nessuno salta l’uomo. Nessuno prende l’iniziativa. Così diventa tutto difficile.

Ederson è un po’ smarrito. Fa bene la parte difensiva, ma nella costruzione del gioco è assente. Anche lui si limita al passaggino laterale. Sarri dice che dovrebbe essere più ordinato. E magari capire che ha un tiro che può sfruttare da fuori area. I gol li si possono fare anche così.

E poi i centravanti. Scamacca fa quel che può, ma non riesce a dialogare con i compagni con continuità perché lo lasciano solo. Questo vale anche per Krstovic, anche se il montenegrino ha una garra diversa e crea più occasioni.

Alla fine se si contano le occasioni l’Atalanta le sue se le è create, ma ha trovato di fronte a sé Tzur che di parate importanti ne ha fatte almeno tre mantenendo inviolata la porta dei rossi israeliani.

Elenchiamole: al 19’ un tiro di Zalewski finisce fuori di poco. Al 36’ Scamacca centra la porta ma Tzur respinge. Al 44’ una bella azione Bernasconi-Scamacca porta al tiro Raspadori, ma è debole e centrale e sulla traiettoria trova Tzur.

Al 67’ è Krstovic a provare da fuori… di poco. La cosa si ripete all’88’ e al 92’ Tzur si supera con la doppia parate su tiri ravvicinti di Krstovic e Raspadori.

Finisce 0-0 e tutto viene rimandato a giovedì prossimo in Ungheria dove la battaglia sarà sempre dura, “ma ci dobbiamo andare senza paaura. Ce la possiamo fare”, parola di Sarri.

ATALANTA-HAPOEL TEL-AVIV 0-0

Atalanta: Carnesecchi, Bellanova, Kossounou, Scalvini (26′ Kristensen), Bernasconi, Samardžić (78′ Pašalić), Gaetano, Éderson, Zalewski (78′ Cassa), Scamacca (63′ Krstović), Raspadori. A disposizione: Sportiello, Vismara, I. Sulemana, de Roon, Kolašinac, Obrić, Manzoni, Zappacosta,. Allenatore: Maurizio Sarri.

Hapoel Tel-Aviv: Tzur, Coco (89′ Piven), Mayembo, Chico, Leidner, Falcao, Kraev, Owusu (63′ Buskila), Altman (63′ Silva), Alkoukin (89′ Lemkin), Boateng. A disposizione: Benyamini, Baranes, Farber, Kancelpolsky, Archel, Israelov, Dappa. Allenatore: Elyaniv Barda.

Arbitro: Javier Alberola Rojas (ESP). Assistenti: Alfredo Rodriguez Moreno (ESP) e Carlos Álvarez Fernández (ESP). IV ufficiale: Victor Garcia Verdura (ESP). V.A.R.: Cesar Soto Grado (ESP); A.V.A.R.: Jorge Figueroa Vázquez (ESP).

Note: recupero 3′ e 3′, ammoniti Kraev (H), Raspadori (A), Altman (H).