Atalanta, missione compiuta. Ma quanta fatica per un misero gol

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Sarri deve fare di necessità virtù. In questo momento in cui non ha a disposizione tutta la rosa deve saper calibrare le forze, distribuire i ruoli e mantenere un equilibrio sostanziale che gli permetta di ottenere più punti possibili in campionato e, come questa sera, accedere alla fase a gironi della Conference League.

Così succede che contro l’Hapoel di Tel Aviv, squadra ostica, inserisce Kolasinac e fa riposare un po’ Bernasconi; e inverte la staffetta degli attaccanti: parte Krstovic. Sono gli unici cambi rispetto alla gara d’andata vista a Bergamo.

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L’Hapoel tiene bene il campo, esce sempre trovando gli uomini in profondità, soprattutto nella parte destra; pressa, combatte, conquista ogni seconda palla; vince tutti i contrasti. Insomma, questo Hapoel sarà anche definita una squadra di mestieranti, ma sa come si gioca a calcio e come si sta in campo. Fortunatamente per i nerazzurri di Sarri, la qualità dei singoli, soprattutto in avanti, è inferiore a quella dell’Atalanta. Ed è qui che sta la differenza.

Sui 180 minuti delle due gare la squadra che ha avuto più chance per fare più gol è stata proprio l’Atalanta ed è apparsa giusta la qualificazione.

È vero che anche questa sera Carnesecchi ha salvato almeno in un paio di occasioni, ma è altrettanto vero che seppur senza brillare, l’Atalanta è andata al tiro più volte. Poi con un colpo da biliardo: tiro da fuori di Bernasconi verso l’area a uscire, Scamacca fa la deviazione giusta. E al suo primo pallone toccato in area è stato gol.

Quando al 60’ (ormai l’abbiamo imparato) Sarri ha fatto entrare Bernasconi, De Ketelaere e Pasalic, l’Atalanta ha cambiato volto e si è fatta più pericolosa demolendo le certezze degli israeliani.

Se valutiamo i singoli, allora bisogna sottolineare l’insufficienza di Kolasinac (mai visto in così tanta difficoltà), l’assenza totale di Raspadori, gli errori di Ederson e Gaetaano. L’unico a illuminare un po’ il gioco dell’Atalanta è stato Samardzic, sempre alla ricerca dell’uno contro uno per fare dribbling, accentarsi e lasciar partire il suo mancino. Questa sera sui tiri non è stato prticolarmente fortunato.

La partita nel suo complesso è stata brutta quanto all’andata. Ma almeno il risultato ha detto bene.

Ora si attende la crescita di tutti i giocatori di qualità; l’inserimento di Elmas e l’arrivo di qualcuno che ancora manca. E se dovesse partire anche Ahanor allora servirà anche un altro difensore.

HAPOEL TEL-AVIV-ATALANTA 0-1

Rete: 72′ Scamacca (A).

Hapoel Tel-Aviv: Tzur, Coco, Mayembo, Chico, Leidner, Falcao (81′ Ferber), Kraev (77′ Kancelpolsky), Owusu (66′ Toriel), Altman (77′ Buskila), Alkoukin, Boateng (81′ Dappa). A disposizione: Benyamini, Baranes, Silva, Archel, Israelov, Piven, Lemkin. Allenatore: Elyaniv Barda.

Atalanta: Carnesecchi, Bellanova, Kossounou, Scalvini, Kolašinac (71′ Bernasconi), Samardžić (60′ Pašalić), Gaetano, Éderson, Zalewski (84′ Cassa), Krstović (71′ Scamacca), Raspadori (60′ De Ketelaere). A disposizione: Sportiello, Vismara, I. Sulemana, de Roon, Obrić, Zappacosta. Allenatore: Maurizio Sarri.

Arbitro: Daniel Schlager (GER). Assistenti: Sven Waschitzki (GER) e Tobias Fritsch (GER),
IV ufficiale: Tobias Reichel (GER). V.A.R.: Benjamin Cortus (GER; A.V.A.R.: Nicolas Winter (GER).

Note: recupero 2′ e 3′; ammoniti Falcao (H), Mayembo (H), Toriel (H), Chico (H).