Mennea, la corsa non finisce

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MENNEA_PietroL’Italia, il mondo dell’atletica e dello sport in generale piange la scomparsa di Pietro Mennea. Il velocista azzurro, medaglia d’oro olimpica sui 200 metri e primatista del mondo sulla distanza dal 1979 al 1996, si è spento in una clinica romana all’età di 60 anni dopo aver lottato a lungo contro un male incurabile. Mennea è sempre rimasto legato alla sua città, Barletta, dove nell’ottobre 2012 aveva presentato il libro autobiografico «La corsa non finisce mai», scritto con Daniele Menarini. Sempre a quattro mani la più recente opera letteraria, dal titolo “Inseguendo Bolt – Lungo un percorso che conosco”, uscita all’indomani delle Olimpiadi di Londra 2012.

“L’uomo più veloce del mondo è una figura mitica, che abita l’immaginario di tutti i popoli della terra in ogni epoca da Achille ai supereroi – recita Mennea – Oggi quel mito ha il volto e il fisico statuario di Usain Bolt, che calamita l’attenzione dei media ben oltre i confini dell’atletica”. Anche Pietro Mennea è stato l’uomo più veloce del mondo. Per diciassette anni. Tanto è durato il suo record del mondo dei 200 metri (19″72) oggi detenuto dal giamaicano. Due atleti dal fisico diverso che in epoche differenti hanno affrontato da protagonisti la stessa sfida. Entrambi hanno dominato le rispettive epoche, aprendo una strada totalmente nuova nei metodi di allenamento o imponendo consapevolmente un ruolo del campione sportivo che non si esaurisce nel primato.

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La carriera di Pietro Mennea è ricca di traguardi prestigiosi. Oro ai Giochi del Mediterraneo del 1971, nel 1972 partecipò alle Olimpiadi di Monaco dove vinse il bronzo nei 200 metri. Ai Campionati europei di Roma del 1974 arrivò davanti a tutti nei 200 metri e nella staffetta 4×100. Agli Europei del 1978 a Praga nei 100 e nei 200 metri. Quest’ultima era la sua specialità preferita, dove poteva far emergere la sua accelerazione nel finale, la sua velocità di punta, impossibile. Nel 1979 a Città del Messico, durante le Universiadi, con 19’’72, realizzò il record del mondo nei 200 metri, primato che resisterà fino al 1996. Poi, nel 1980, l’oro olimpico di Mosca: sul filo del rasoio dopo una rimonta prodigiosa. Il 22 marzo 1983 stabilì anche il primato mondiale dei 150 metri piani, con 14’’8, che resiste tutt’oggi.

L’oro di Mosca 1980

Il grande campione, che ha conseguito cinque lauree e varie specializzazioni, lascia in eredità anche la la Fondazione Pietro Mennea Onlus per la ricerca e lo sport. Terzo di cinque figli, papà sarto e mamma casalinga, Pietro Mennea è stato uomo di pochi gesti e grandi valori.