Coppa Italia, la Juve mette in campo gli scarti dell’Atalanta e perde 3-0 alla New Balance Arena

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Spalletti non si capacita. Con tutti i numeri a favore della Juve alla fine si ritrova con tre pere nel sacco. Come spiegare tutto ciò? Iniziamo col dire che è stata una partita vera. Entrambi gli allenatore hanno schierato la formazione migliore e anche i cambi sono stati tutti di primo livello, segno che entrambe le squadre volevano passare il turno. La Coppa Italia è di sicuro un obiettivo che rende significativa una stagione.

E lo si è visto in campo. Partita maschia, per certi versi dura con duelli a tutto campo da una parte e dall’altra. La Juve si è dimostrata squadra forte e tecnica nei suoi singoli. Sa palleggiare molto bene di prima intenzione, esce da situazioni difficili con semplicità. È mancata in fase realizzativa questo sì. E qui sta una delle risposte da dare a Spalletti. Conceicao è stato l’uomo più pericoloso, sgusciante, che ha messo in difficoltà spesse volte Ahanor. Si è presentato a tu per tu con Carnesecchi e sappiamo in questo periodo come può andare a finire. Marco le para tutte. E poi ha colpito una traversa con un bel tiro a giro da fuori.

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I primi 20 minuti sono tutti a favore della Juventus. Poi succede che in un’azione di alleggerimento al 25’ un cross di Ederson va a colpire la mano allargata e alta di Bremer. Nessuno se ne accorge e si continua a giocare. Salvo, dopo un minuto il Var chiama Fabbri al monitor e fa rivedere il tocco di mano. C’è ed è rigore. Scamacca non si fa pregare e con una staffilata delle sue spiazza Perin e porta l’Atalanta in vantaggio.

C’è tempo per recuperare, pensa Spalletti. Infatti al 29’ uno stacco imperioso dentro l’area nerazzurra di Bremer incoccia il pallone che esce di poco. Mentre McKennie poco dopo cicca una palla sotto rete a conclusione di una bella azione frutto di uno schema.

Si va al riposo con l’Atalanta in vantaggio di misura. La partita riprende con lo stesso copione. Poi Spalletti inizia la girandola dei cambi. Ed è qui che la Juventus perde il confronto con i bergamaschi. Spalletti toglie Gatti e inserisce Boga. Toglie Locatelli (fin lì il migliore dei suoi) e inserisce il fischiatissimo Koopmeiners. Toglie David e inserisce Holm. Toglie Conceicao e inserisce Zhegrova. Il paragone viene facile. La Juve ha inserito due neoacquisti del mercato di gennaio (Boga e Holm) che sono gli scarti dell’Atalanta. Da qui si capisce quanta strada abbia fatto l’Atalanta. Una cosa del genere sarebbe stata impensabile una decina di anni fa.

Palladino risponde con le armi della freschezza e della giovinezza: dentro Bellanova, Sulemana, Krstovic e Kossounou.

La Juve si butta in avanti in modo un po’ scriteriato alla ricerca del gol, ma perde palle sanguinose a centrocampo. L’Atalanta le sfrutta tutte. Una discesa imperiosa di Bellanova con tanto di cross perfetto in mezzo all’area vede sopraggiungere Krstovic che manca la palla di un nonnulla e subito alle sue spalle ecco Sulemana che brucia Kalulu (non uno qualsiasi, ma uno che fa della corsa la sua caratteristica migliore).

Poi all’85’ Palladino inserisce anche Pasalic. Il croato al secondo pallone toccato infila un tiro-tunnel a Kelly che va ad infilarsi nell’angolino del palo più lontano di Perin. Atalanta 3-Juventus 0. Il popolo esulta, mentre Spalletti fa fatica a darsi le spiegazioni.

Palladino esce dal campo raggiante. Ha ritrovato la sua squadra. L’ha radunata al centro del campo per dire ai suoi ragazzi: “Lunedì fatemi un regalo. Con la Cremonese vi rivoglio vedere così”. E poi dedica la vittoria ai tifosi: “Questa sera lo stadio era una bolgia – spiega Palladino -. E ci siamo fatti trascinare. A questa competizione io, i giocatori e la società ci teniamo tanto. Vogliamo arrivare fino in fondo e vincere la Coppa Italia”.

ATALANTA-JUVENTUS 3-0

Reti: 27′ Scamacca (su rigore), 77′ Sulemana, 85′ Pašalić.

Atalanta: Carnesecchi, Scalvini (76′ Kossounou), Djimsiti, Ahanor, Zappacosta (71′ Bellanova), de Roon, Éderson, Bernasconi, De Ketelaere (84′ Pašalić), Scamacca (71′ Kamaldeen), Raspadori (76′ Krstović). A disposizione: Rossi, Sportiello, Hien, Bakker, Musah, Samardžić, Kolašinac, Zalewski. Allenatore: Raffaele Palladino.

Juventus: Perin, Gatti (64′ Boga), Bremer, Kelly, Cambiaso (81′ Openda), Kalulu, Locatelli (74′ Koopmeiners), Thuram, Cambiaso, Conceicao (81′ Zhegrova), McKennie, David (74′ Holm). A disposizione: Di Gregorio, Pinsoglio, Holm, Koopmeiners, Yildiz, Adzic, Kostic, Miretti, Cabal. Allenatore: Luciano Spalletti.

Arbitro: Michael Fabbri della sezione di Ravenna (assistenti Filippo Bercigli di Firenze e Andrea Zingarelli di Siena, IV ufficiale Ermanno Feliciani di Teramo, V.A.R. Rosario Abisso di Palermo, A.V.A.R. Giacomo Camplone di Lanciano).