“Le sensazioni che mi porto dentro da tempo le dovevo in qualche modo ripagare”. Con questa frase Maurizio Sarri fa capire quanto l’Atalanta ce l’aveva nel cuore. E ancora: “Sono nato a Napoli e cresciuto per qualche tempo in provincia di Bergamo. Mi è capitato di allenare il Napoli e ora l’Atalanta. È come se si fosse chiuso un cerchio e credo che le cose non capitino per caso”.
Sarri bergamasco facciamo fatica a incastonarlo, ma se lo dice lui ci crediamo. Vista da fuori l’Atalanta gli ha sempre fatto un certo effetto. “E ora che sono dentro ho la convinzione che mi sento parte di una famiglia. C’è una stima della proprietà che viene da lontano. Quando venivo da avversario vedevo lo stadio e il campo, il clima che c’è attorno alla squadra, quello che è stato fatto nel corso degli anni. Tutto questo mi ha sempre colpito molto. Qui c’è una cultura del lavoro”.
Ed è la stessa cosa che la proprietà ha chiesto a Sarri: “La società mi ha chiesto di lavorare e io sono un lavoratore. Non chiedo di meglio”.
Ora, però c’è da mettere insieme i pezzi. Dopo dieci anni di Gasperini il calcio di Sarri è differente. “E io devo trasmettere il calcio che sento dentro. Non posso fare diversamente. L’importante è vedere una buona Atalanta. Mi aspetto una stagione con meno difficoltà extracalcio (dopo le vicissitudini trascorse a Roma con la Lazio ndr). Le difficoltà ci sono e cercheremo di superarle. Giuntoli sa di cosa ho bisogno”.
Ora non rimane che attendere i giocatori che hanno partecipato ai Mondiali per valutare la rosa e capire se manca qualcosa. Nel frattempo Sarri sta già provando alcuni giocatori in alcuni ruoli specifici come Samardzic e Zalewski interni di centrocampo. Raspadori (“che ho tentato di avere anche nelle stagioni precedenti e che finalmente posso allenare“). intanto lo sta impiegando da esterno.
Un accenno agli attaccanti: Scamacca e Krstovic in due hanno segnato venti gol. “Su Scamacca – dice il mister – stiamo facendo un programma personalizzato per evitare infortuni. Speriamo nella collaborazione del giocatore. Scalvini lo sto provando in coppia con i due centrali a destra o a sinistra. E Gaetano è stata un’idea del direttore Giuntoli. Io spero in una stagione lunga e piena di partite. Dove ci sarà bisogno di tutti. I primi mesi incontreremo delle difficoltà. Ci sarà da soffrire, da fare fatica, di subire critiche. Ma valuteremo il prodotto finito. Spero che la dirigenza abbia la giusta pazienza”.
Poi una citazione su Ederson. “Mi sono chiesto con quale sentimento possa tornare a Bergamo, ma il giocatore ha chiesto di rientrare qualche giorno prima del previsto. Questo mi fa capire che Ederson sarà un pilastro di questa Atalanta. Così come Kolasinac, come Bernasconi e Ahanor”. Insomma il materiale qualitativo non manca. Aspettiamo il giusto tempo.
“Il sogno è creare una squadra forte attraverso il lavoro e portarla a vincere qualcosa”.













