Farfalle azzurre

Il CONI ha scelto la Lombardia per lanciare il suo messaggio contro la violenza attraverso lo sport. E lo ha fatto nel ricordo di Yara Gambirasio, la giovanissima atleta della ginnastica ritmica di Brembate Sopra tragicamente e drammaticamente scomparsa tre anni or sono, il cui imperituro sorriso si è trasformato nella più naturale e spontanea testimonianza di vita. La settimana organizzata dal CONI Lombardia sul tema “Lo Sport contro la Violenza”, è destinata a diventare un appuntamento annuale agli inizi di ottobre. Un’iniziativa massimamente coinvolgente che ha visto il presidente nazionale del CONI, Giovanni Malagò, a fianco del presidente lombardo Pier Luigi Marzorati, per ribadire con forza che lo sport è un formidabile veicolo di valori positivi e che fin dall’infanzia i bambini devono essere avviati verso la pratica di discipline sportive che formano individui equilibrati, maturi, dotati di grande ricchezza interiore.

L’apertura e la conclusione della manifestazione non poteva che essere la palestra di Brembate Sopra, dove Yara ha cullato il sogno di diventare una ginnasta. E per celebrarla sono arrivate le Farfalle Azzurre, la plurimedagliata squadra nazionale di ginnastica ritmica, vicecampione del mondo 2013, che hanno concluso con i loro esercizi la serie di esibizioni affidate alle atlete della Polisportiva Brambate e delle varie società di ginnastica ritmica di Bergamo e della Lombardia, a cominciare dalla Orobica Ginnastica.

Emanuela Maccarani, responsabile tecnica delle Farfalle Azzurre, ha sottolineato come la passione di Yara, come di tutte le ragazze che praticano questa bella e impegnativa disciplina sportiva, detoni una particolare sensibilità che deve aiutare ad esprimere il meglio al di là delle doti fisiche e atletiche. La ginnastica ritmica è e vuole continuare ad essere una famiglia, della quale Yara Gambirasio farà sempre parte.

Il bacio alla medaglia d’argento conquistata dalle Farfalle Azzurre all’ultima rassegna iridata è rivolto idealmente anche alla piccola Yara e al suo mondo straordinario di sogno e vitalità, che qualcuno ha barbaramente spezzato, ma che resiste e si perpetua in ogni giovanissima atleta che si misura con gli esercizi della ritmica.

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