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Enrico Casella papà delle Fate

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Federica Sorrentino

Enrico Casella è il direttore tecnico della squadra nazionale di ginnastica artistica, che agli inizi di maggio ha potuto riprendere la preparazione in palestra.
È stato più volte sottolineato come la squadra nazionale di ginnastica artistica sia formata da un gruppo di ragazze straordinariamente unite. Giorgia Villa è la loro capitana. Quanto è importante avere un gruppo solidale?

“Avere un gruppo coeso è importante. Se si riesce ad avere un gruppo di atlete che si aiutano l’una con l’altra e sono incentivate a migliorarsi, il gruppo può essere importante. Queste ragazze hanno dimostrato di saper sfruttare al meglio la capacità di stare in gruppo. C’è un anno intero per arrivare ai giochi olimpici, vedremo di rafforzare lo spirito di squadra ricordando sempre che la ginnastica è uno sport individuale e quindi ciascuna deve fare un lavoro per sé che possa essere sfruttato dalle altre”.

Per una ginnasta l’obiettivo della preparazione è la competizione. Come si gestisce un periodo senza gare, soprattutto sotto l’aspetto psicologico?
“Questo periodo è complicato anche dall’assenza di competizioni, che sono uno stimolo importante per qualsiasi atleta che deve allenarsi duramente. Quando è arrivata la notizia che i giochi olimpici erano stati rinviati di un anno non è stato un momento facile, proprio perché gli obiettivi per cui si era lavorato tanto si erano allontanati improvvisamente. Adesso speriamo che in ottobre e novembre si possono fare delle competizioni a livello nazionale in preparazione dei campionati europei che saranno in dicembre a Baku. Ora bisogna trovare gli stimoli giusti che sono fondamentali per eccellere”.
Anche per la ginnastica su prospettano gare senza pubblico e senza emozioni dal vivo. Quanto tutto ciò potrà influire sulle atlete e sulle prestazioni?

“Probabilmente le prime competizioni che affronteremo saranno senza pubblico, però dobbiamo ricordarci che le ginnaste sono abituate a queste situazioni. Quando sono in gara il pubblico non lo devono sentire e anche quando facciamo i test di selezione in palestra il pubblico non c’è. La ginnasta devi isolarsi, quindi il fatto di non avere pubblico non credo che sia un gran problema, il problema sarà sempre quello di trovare la concentrazione giusta per esprimere al meglio delle proprie capacità nel poco tempo a disposizione tutto il lavoro di preparazione che dura anni”.