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Everisting dopo il Covid

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Federica Sorrentino

Matteo Botto, 26 anni, di Calusco d’Adda, è stato tra i più giovani colpiti da coronavirus e tra i primi a essere ricoverato. Era il 9 marzo 2020. Poi le dimissioni e l’isolamento fiduciario a casa fino a Pasqua. Quindi la decisione di realizzare il sogno di coprire un dislivello equivalente all’altezza dell’Everest, 8.848 metri, il cosiddetto Everisting. Lo ha fatto in bicicletta, salendo undici volte da Sant’Omobono Terme fino al laghetto del Pertùs, impiegando 16 ore e mezza.

Cosa lo ha spinto ad affrontare una prova come l’Everesting?

È una cosa a cui pensavo da un po’ di tempo perché ho due amici che mi hanno insegnato ad andare in bicicletta. Pedalando da soli quattro anni non mi ero nemmeno posto l’obiettivo di fare questa impresa. Nonostante non pedali molto, mi piace fare tante attività sportive, come per esempio arti marziali, piuttosto che andare a camminare in montagna; non faccio solo ciclismo. È nata in me questa voglia in seguito al problema che ho avuto; diciamo che non lo avrei mai fatto, è stato qualcosa per la mia persona, per la mia voglia di ricominciare, si è trattato di un punto di svolta”.

Che tipo di allenamento ha affrontato?

Ho semplicemente messo tanti chilometri e tante ore nelle gambe. Andavo ad alternare lavori sulla lunga durata, lavori di frequenze e attività fisica intensa”.

Ha ripreso a fare attività agonistica?

A livello agonistico ho svolto per qualche anno l’attività di box tailandese, però non ho fatto altro a livello agonistico. Ho sempre praticato numerosi sport, e in generale me ne reputo un grande appassionato. Tendo ad allenarmi tutti i giorni, anzi, mi alleno più di prima. Mi piace andare in bicicletta, camminare in montagna. Con le restrizioni imposte agli sport a contatto non sto più andando a fare box, però ho il sacco e mi alleno da solo, e poi corro. Mi piace cambiare tanto, anche per non rendere l’attività sportiva monotona. Faccio inoltre pesistica e corpo libero, in pratica un po’ di tutto”.

Cosa le resta di questa esperienza?

Vorrei ringraziare i miei due amici che mi hanno messo in sella praticamente da zero. Dal momento in cui ho iniziato a pedalare, nel giro di quattro anni sono passato arrivato a fare 4000 chilometri all’anno. Senza la loro presenza e senza la passione che mi hanno trasmesso per la bicicletta sicuramente non sarei riuscito a mettere in atto questa impresa.

Inoltre, durante la giornata dell’Everisting, sono venute a trovarmi davvero tante persone, non ho mai fatto una salita da solo”.