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Fioretto azzurro, tripletta storica

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Di Francisca oro, Errigo argento, Vezzali bronzo. Il risultato che tutti immaginavano ma nessuno osava sperare. Un podio tutto azzurro nella gara individuale di fioretto femminile era il sogno proibito della vigilia olimpica, perché lo strapotere dell’Italia in questa disciplina tutte e tre le nostre atlete di punta nel novero delle favorite. Un pronostico silente, rispettato e maturato man mano che i turni eliminatori si concludevano con punteggi schiaccianti. Alla fine la scherma italiana può salutare il trionfo di Elisa Di Francisca, medaglia d’oro, Arianna Errigo, argenti vivo che ha conteso fino all’ultimo assalto il successo, e Valentina Vezzali, l’inossidabile veterana che conquista il bronzo riuscendo a salire sul podio per la quinta olimpiade consecutiva. Una carriera straordinaria, suggellata dal pianto liberatorio, di gioia, quando ha messo a segno la stoccata vincente contro l’avversaria coreana Hyun Hee. Valentina, sotto 8-12, riesce a rimontare e vincere 13-12. La finale azzurra è tutta un’emozione, un thriller sportivo. ll primo round vede la Di Francisca in vantaggio 3-2. Nel secondo round Elisa allunga fino a 7-3, poi Errigo infila una serie di tre stoccate accorciando fino a 7-6. In apertura di terzo round Errigo aggancia la compagna di squadra e allunga portandosi in testa 9-7. Un parziale di 6-0 a cui Di Francisca risponde con una parata e risposta che le permette di accorciare, prima di subire due stoccate consecutive da Errigo e metterne a segno, a sua volta, tre consecutive fissando il parziale sull’11-11 a 34 secondi dalla fine. Gli ultimi assalti non cambiano il punteggio che resta di perfetta parità. Nell’assalto di spareggio Elisa Di Francisca mette a segno la stoccata vincente relegando Arianna Errigo sul secondo gradino del podio. La cerimonia di premiazione è un mix di sorrisi e lacrime, con tre atlete unite e divise allo stesso tempo. Roba da pelle d’oca. Arianna Errigo piange con l’argento al collo. Ma il fioretto femminile italiano è definitivamente nella storia della scherma e delle Olimpiadi.

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