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Runners orfani di NY Marathon

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Simona Arnoldi

“La Maratona di New York quest’anno non si disputerà, l’edizione del 2020 è stata cancellata dal coronavirus.” Questa la notizia che rimbomba maggiormente tra i runners, lasciando sicuramente un po’ di amaro in bocca, soprattutto a chi tra pochi giorni avrebbe iniziato l’impegnativa preparazione atletica per questa gara pazzesca.

Quella del 1° novembre sarebbe stata la 50esima edizione tra le strade della Grande Mela e sicuramente New York era già pronta per accogliere i 50.000 concorrenti e altrettanti volontari e spettatori da tutto il mondo. Sono certa che la città era pronta per offrire a tutti un’esperienza ancora unica, come lo è stata per me nel 2019.

Purtroppo per motivi di sicurezza questa pandemia globale ha bloccato tutta una macchina organizzativa impeccabile che fa di New York la maratona più grande e famosa al mondo.

Ogni volta che penso a quel giorno, alla griglia di partenza ricca di assembramenti, alle emozioni forti vissute con gli amici tra abbracci, baci e strette di mano, alle ansie condivise la sera prima della gara tutti insieme, tra un the caldo e una foto ricordo, ai rinfreschi prima e dopo la gara, alle cene ricche di sorrisi, senza mascherine, mi sembra davvero ancora di sognare!

Alla maratona di New York si arriva spesso per affrontare storie di rinascita personale, a volte sfide impossibili o semplicemente raggiungere un sogno dopo migliaia di chilometri macinati sulle strade dietro casa. Un’esperienza unica che porta ogni runner dal ponte di Verrazzano, attraverso il quartiere di Brooklyn, il Queens, Manhattan, Harlem, la Fifth Avenue direttamente in Central Park. Ed è proprio quell’arrivo la gioia più grande per ogni concorrente, perché a New York non sai mai cosa può succedere.

Credo che l’annullamento della maratona sia un grande colpo dal punto di vista morale per la città di New York. Lei, la maratona che è sempre stata il simbolo della città, un vanto per gli abitanti che vivono appieno tutta la settimana che precede l’evento. Ogni runner con la medaglia al collo viene festeggiato come se fosse salito sul gradino più alto del podio.

Emozioni che quest’anno, purtroppo, non verranno condivise e la Grande Mela ne riparlerà nel 2021, ma come ormai siamo soliti dire tra un allenamento e l’altro, … ci rifaremo! E più ne parlo, più mi rendo conto che la voglia di parteciparvi di nuovo è tantissima. C’è solo un anno di tempo per organizzarla!