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Walter Bonatti Ulisse del XX secolo

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Paolo Valoti

Ricorre in questo anno 2021 il decimo anniversario della scomparsa di Walter Bonatti, una delle figure più autorevoli dell’alpinismo internazionale. In questa occasione ritorna alla mente un ricordo indelebile vissuto insieme con il nostro Walter Bonatti al Palamonti, il 26 maggio 2007.

Quel giorno, dopo diversi tentativi di invito, grazie anche al comune amico e consocio Dino Perolari, e in occasione della Festa dei Bergamaschi nel mondo organizzata dall’allora Presidente della Provincia Valerio Bettoni, come Sezioni e Sottosezioni CAI di Bergamo abbiamo avuto il grande onore di ospitare il nostro bergamasco Walter Bonatti, alpinista, esploratore, scrittore e fotografo celebre in tutto il mondo.

Abbiamo avuto la possibilità di vivere un avvenimento unico, perché ci ha permesso di incontrarci per ascoltare e dialogare a lungo con lui, e manifestare apertamente tutta la nostra sincera riconoscenza, profonda ammirazione e leale amicizia.

A questa leggenda dell’alpinismo, con la sua eclettica e indelebile storia umana, abbiamo manifestato la nostra ammirazione e il nostro rispetto anche per la sua tenace ricerca della verità del K2.

Felicemente conclusa grazie alla ferma volontà del past president generale del CAI, Annibale Salsa, che ha saputo vincere paure e ostinate resistenze interne al sodalizio, con la pubblicazione della ‘Relazione sulla chiarificazione critico-storica di alcune questioni relative all’ultimo atto della salita alla vetta del K2 il 30/31 luglio 1954, e realizzata dagli storici Fosco Maraini, Alberto Monticone e Luigi Zanzi il 30 aprile 2004, anno del cinquantennale della prima salita alla K2 8.611 m, la montagna degli italiani.

Nello spontaneo e profondo ricordo di Walter Bonatti, indomabile ‘Leone del Cervino’, sentiamo il bisogno di confermare l’incondizionata gratitudine per le sue audaci imprese in montagna e la sua eccezionale vita per le montagne, che hanno affascinato e incoraggiato molte generazioni di alpinisti, ma soprattutto ci ha trasmesso la sua incoercibile coerenza sempre orientata da un granitico trittico di valori: libertà, verità e volontà.

Alti ideali e imprescindibili ancoraggi per scalare le piccole e grandi vette, anche nella vita quotidiana, testimoniati con lo stile umano di Walter Bonatti e irradiati dalle espressioni degli occhi brillanti di questo esemplare gigante dell’avventura. Un’eredità preziosa da custodire e tramandare grazie alla semplice umiltà e smisurata forza del nostro Ulisse del ventesimo secolo, perché ancora oggi accendono scintille educative nel cuore e nei sogni di ognuno.

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