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Zona Mista Atalanta Udinese

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Nulla da dire, rammarico a parte per l’occasione sprecata, sull’esito del match con l’Udinese, ma tanto, tanto da dire, sul giallo in panchina seguito dall’allontanamento.

Gian Piero Gasperini è stato sintetico in fase di commento tecnico: “Non è stata una gara bellissima sul piano tecnico, sapevamo che non sarebbe stato facile, ma in pratica l’abbiamo condotta sempre noi e quando abbiamo sbloccato il risultato, ci sono state le occasioni per chiuderla. Poi, come spesso accade, una palla inattiva cambia il risultato“.
Poi si è espresso sull’espulsione, definendola assurda.Io non ho fatto assolutamente niente, ma non ho una controparte che mi spiega il cartellino rosso ricevuto in una partita in cui non ci sono stati episodi né tantomeno proteste. Questi signori devono venire a spiegare e metterci la faccia, perché sono professionisti” – la sintesi del suo lungo intervento in conferenza stampa, ribadendo quanto aveva anticipato ai microfoni di Sky, parlando in generale di problema arbitrale grandissimo. Gasperini si è chiesto perché fare credere che in Italia ci siano solo 40 arbitri, come se 40 fossero gli allenatori e i giocatori. “Perché non sono stato avvisato di avere ricevuto un cartellino giallo, per poi vedermi mandato fuori? Non è vero che hanno scambiato un richiamo ai miei giocatori per una protesta. Se vogliono che noi siamo tranquilli, devono esserlo anche loro? Allora parlino e spieghino”.

Quanto all’emergenza infortuni, Gasperini ha detto che Demiral, Toloi e Maehle potranno essere disponibili per il turno infrasettimanale di campionato con la Sampdoria a Genova. Pessina è prossimo a rientrare nel gruppo, mentre per Gosens e Djimsiti ci sarà bisogno di più tempo. “Nonostante le difficoltà di formazione, abbiamo fatto bene, limitando il numero di occasioni per l’Udinese. Quando siamo andati in vantaggio, loro hanno assunto un atteggiamento più offensivo e per noi c’erano più spazi. Avremmo potuto chiuderla, mettendo il risultato al sicuro, ci siamo ritrovati a difendere il minimo vantaggio e alla fine abbiamo preso gol a tempo scaduto. Purtroppo, il calcio è pieno di questi episodi”.

Tocca l’aspetto motivazionale, alla stregua di un veterano, Matteo Lovato, il quale avrebbe voluto festeggiare con un successo il suo debutto da titolare e nell’intervista rilasciata al sito web dell’Atalanta invita a non deprimersi né ad abbassare la testa. “Ho debuttato in Champions all’Old Trafford vivendo un’emozione fortissima e ho voluto dedicare il coronamento di questo bellissimo sogno ad una persona cara (il nonno) che non c’è più”.

(Ph: A. Mariani)

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