Parliamoci chiaro, oggi l’Atalanta ha perso per la prima volta in questo campionato, in trasferta. Ed ha perso contro la stessa squadra che si è imposta al Gewiss due volte in precedenza. Campionato e Coppa Italia.

Rendiamoci conto che la Fiorentina, considerata a ragione o torto in precedenza una delle sette sorelle “top” del campionato, è stata estromessa negli ultimi anni dal club delle “migliori” proprio dall’Atalanta.

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Già al tempo in cui l’allenava Pioli, la rivalità era accesa e si era accentuata con gli episodi extra calcistici del post partita di Firenze nella semifinale di coppa Italia del 2019. Poi nel breve un paio di incontri e le successive stagioni stabilirono un ranking a favore orobico senza alcun dubbio nei meriti.

Oggi, con un calendario estremamente favorevole, i viola hanno affrontato la Dea, potendo preparare l’incontro in casa in una bella settimana primaverile senza altri pensieri.

Nel frattempo, l’Atalanta, ha affrontato giovedì sera in Europa League la detentrice e attuale capolista del campionato Greco.

Perdere fa sempre e comunque male, ma se gli atalantini, oggi credessero di aver perso la propria squadra si sbaglierebbero, e di grosso.

Tutte le squadre che hanno avuto impegni infrasettimanali non hanno fatto il risultato pieno.

Finita la partita di Europa League, con qualche aggiuntivo malanno di Muriel e Palomino, due che rappresentano un patrimonio per le dinamiche del gioco di Gasperini, ci si immerge entro poche ore nel campionato.

E nel campionato emergono diversi fattori che in questa stagione fanno la differenza.

Appaiono tutti come semplici coincidenze, ma forse coincidenze sono ma non semplici:

  1. infortuni
  2. decisioni arbitrali
  3. mercato
  4. dinamiche societarie

Per quanto riguarda gli infortuni, sappiamo che l’argomento è estremamente complesso. Semplificando cercando di non banalizzare possiamo considerare che in questa stagione, forse anche con l’eredità di quelle passate con una densità di incontri e una complessità del calendario, ci si poteva aspettare una particolare manifestazione di problemi. Quelli muscolari sono “puntualmente” arrivati. Inoltre, la pandemia ha prodotto direttamente, in modo particolare nell’ultimo periodo, inconvenienti che hanno cagionato l’integrità della rosa in misura importante.

Le decisioni arbitrali, non sono cambiate rispetto al passato. Gli atalantini di lungo corso, ne hanno vissute e viste di tutti i colori. La differenza l’ha fatta la squadra ultimamente con la produzione di valanghe di goal. In partite decise da ampie differenze di reti, le decisioni arbitrali risultano marginali. Ma in partite che finiscono 1 a 0 ovviamente un goal annullato per un dubbio fuorigioco, costituisce il 100% del patrimonio di risultato.

Nel recente mercato di gennaio, l’Atalanta è arrivata con un’operazione pronta da tempo, e con una coda di richieste da parte dei procuratori che poteva essere smaltita solo a certe condizioni. I rinnovi attuali e prossimi, per calciatori in rosa, visti i risultati, possono rappresentare a brevissimo termine, un aggravio di costi importante ed insostenibile. La cessione di Gosens che parecchi tifosi hanno giudicato come una svendita, è stata un’operazione inevitabile ma al contempo propedeutica per il rinnovo sia della rosa che dei contratti in essere. Accettare di rinnovare il contratto di un “capitano” come Gosens triplicando il suo ingaggio avrebbe comportato creare un precedente per cui si sarebbe portato in fase di rinnovo dei contratti, ad un lievitamento di costi, insostenibile. L’ingresso di Boga richiedeva di liberare un posto in rosa. Ilicic non si tocca , anche se per l’ennesima volta è un problema, e giustamente a nessuno pare venga in mente di contraddire Gasperini che lo considera intoccabile. Per l’ennesima volta Hateboer sembra sull’uscio ma poi rimane, se ne vanno Piccoli e Lovato e guarda caso per le coincidenze, entrambi nelle loro squadre oggi non hanno trovato posto per infortuni. Insomma, ora ci si arrovella immaginando cosa sarebbe stato meglio fare rispetto a quanto fatto, ma con il senno di poi tutti staremmo molto meglio.

Poi arriva la notizia che l’Atalanta non è più di Percassi. Le reazioni contrastanti del primo giorno sono varie e interessanti. Apprezzabile a prescindere l’attaccamento dei tifosi che cercano di capire, prima di esprimere giudizi. Senza entrare nel merito dei numeri, la considerazione più facile da fare è che se una merce è appetibile, e c’è chi la compra, vale qualcosa. L’Atalanta è la prima società calcistica che vende una parte delle sue quote in un momento positivo. Tutte quelle che lo hanno fatto in passato, erano alla cosiddetta “canna del gas”. La stessa Fiorentina, che in realtà non è quella in cui giocarono Antonioni e Graziani, ma quella finita nelle serie minori dopo il fallimento del 2001, è stata rilevata da Rocco Commisso nella totalità delle azioni della famiglia Della Valle.

Semplificando e non banalizzando, avendo atteso la fine della 26ma giornata di campionato, possiamo tranquillamente dire che con questo calendario, il campionato è ad emozioni alternate. Ma ancora è tutto da decidere. E a decidere tutto sommato, alla fine, a conti fatti, sono le prodezze dei calciatori.

 

 

 

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