Martina Fidanza vince il titolo mondiale nello scratch su pista

371

di Marco Cangelli
Una poderosa progressione negli ultimi giri ha regalato a Martina Fidanza il secondo titolo iridato nello scratch. La 22enne di Brembate di Sopra ha infatti aperto nel migliore dei modi i Mondiali di ciclismo su pista in corso a Saint-Quentin-en-Yvelines bissando il successo poco più di un anno fa.

Reduce da un’annata tribolata che l’ha vista superare una frattura alle vertebre, la giovane orobica si è presentata all’appuntamento transalpino nel migliore dei modi lasciandosi alle spalle l’olandese Maaike Van der Duin e l’inglese Jessica Roberts.
Rimasta coperta per buona parte della gara, Fidanza ha sfruttato il lavoro delle avversarie emergendo soltanto negli ultimi cinque giri quando la portacolori della Ceratizit-WNT Pro Cycling ha seguito l’attacco lanciato dalla Van der Duin.

forbes

Rimasta al comando negli ultimi ottocento metri, l’azzurra ha alzato ulteriormente il ritmo distanziando definitivamente le sfidanti e tagliando così il traguardo a braccia alzate.

Ero molto rilassata perché avevo già vinto lo scorso anno. Ho avuto modo di affrontare la gara tranquillamente anche perché non potevo che fare meglio di così – ha confessato nel dopo-gara Fidanza -. Questa medaglia significa davvero molto perché alla conclusione di una stagione in cui ho avuto diversi problemi, dalle difficoltà a livello cardiaco al Covid passando per un infortunio alla vertebra. Nonostante ciò mi sono ripresa con grande determinazione facendo anche attività su strada e arrivando così in forma a questo appuntamento“.

Un risultato che ha confermato la classe di Fidanza, capace di guidare qualche ora prima l’Italia al primo tempo nelle qualificazioni dell’inseguimento a squadre femminile.

Schierata in compagnia della conterranea Chiara Consonni, di Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini, l’atleta tesserata per le Fiamme Oro ha completato i quattromila metri in programma in 4’11″011 infliggendo oltre due secondi alla Gran Bretagna (4’13″117) e alla Francia (4’13″425).

Un risultato che ha consentito alle azzurre di avvicinare il primato nazionale realizzato alle Olimpiadi Estive di Tokyo 2020 e che potrebbe cadere in occasione della sfida del primo turno con l’Australia.

Le ragazze hanno fatto bene, una bella prova cronometrica e anche stilistica, direi che hanno confermato quello che ci aspettavamo – ha sottolineato il commissario tecnico Marco Villa -. A Montichiari, nei giorni scorsi, avevo avuto buonissime indicazioni e in questi giorni la condizione di forma poteva solo che crescere“.

Una prestazione non scontata alla vigilia come sottolineato da Guazzini al termine della stagione: “Sapevamo di poter fare bene anche se ieri le prove non erano state delle migliori, ma poi in gara, soprattutto con questa maglia può cambiare tutto. Siamo partite regolari gestendo bene ed il tempo ci ha dato ragione. C’era tanta tensione come sapete, questa è una specialità olimpica, ci giochiamo un mondiale ed entriamo quindi nella nostra bolla. Il segreto del quartetto è comunque quello di essere affiatate e ragionare da squadra, senza egoismi”.

L’Italia maschile (Foto Federciclismo)

Discorso diverso per il quartetto maschile che ha concluso il turno eliminatorio in seconda posizione alle spalle soltanto della Gran Bretagna.

Nonostante l’assenza del brembatese Simone Consonni, Filippo Ganna, Jonathan Milan, Manlio Moro e Francesco Lamon sono partiti particolarmente veloci passando al comando nei primi intermedi.

Le difficoltà sono emerse tuttavia nel corso del terzo chilometro costringendo i ragazzi di Villa ad affidarsi alle trenate di Ganna, reduce dal record dell’ora, tagliando così il traguardo in 3:48.243 e garantendosi il passaggio di turno con la Francia.

Dopo una partenza in sordina, il quartetto tricolore ha alzato gradualmente il ritmo dopo il primo chilometro mettendo in difficoltà i transalpini lanciati dal velocista Quentin Lafargue, costretti a stringere i denti nel finale per evitare di essere raggiunti.

Ganna e compagni hanno così concluso la kermesse in 3’47″203 distanziando gli avversari di oltre tre secondi e presentandosi al ruolo di favorita nella finale per l’oro.

Serata piena di soddisfazioni anche per Daniele Napolitano che, nonostante l’eliminazione nelle qualificazioni, ha realizzato il nuovo record italiano della velocità.

Schierato insieme a Matteo Bianchi e Matteo Tugnolo, il piemontese del Team Colpack-Ballan ha completato la propria prova in 44″558 abbassando così di due decimi la miglior prestazione tricolore.