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Il tallone di Silvia Turani

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Federica Sorrentino

Nel travagliato 2020, in cui la pandemia ha penalizzato gli sport di contatto, il rugby femminile è riuscito a figurare dignitosamente nel Sei Nazioni riuscendo a vincere una delle quattro partite fin qui disputate, evitando il cucchiaio di legno. Un contributo importante è arrivato da Silvia Turani, 16 presenze in azzurro, la quale dà il suo giudizio sulla stagione.

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Essere riuscite a giocare ci ha fatto molto piacere. Abbiamo disputato le prime due partite in febbraio, recuperando le ultime due negli ultimi 15 giorni. Da parte mia sono felice di questa stagione, perché ho giocato praticamente tutte le partite quasi per intero. Questo mi ha permesso di aggiungere esperienza, cosa che per me che gioco da poco è fondamentale; in più giocare aiuta molto a inserirci e integrarsi nel gruppo. Purtroppo, non giocheremo l’ultima delle cinque partite, che avremmo dovuto recuperare nel mese di dicembre con la Scozia, però il nostro obiettivo rimane la qualificazione al mondiale”.

Da Grumello del Monte a Grenoble per un salto di qualità che non si è compiuto del tutto a causa dello stop alle attività agonistiche in Francia. Quali sono i programmi per il prossimo futuro? 

A Grenoble sono arrivata sia per studiare, sia per giocare a rugby. Le lezioni sono state prettamente online e continueranno ad esserlo per i prossimi mesi, mentre il campionato, dopo diverse partite rimandate, è stato ufficialmente sospeso fino a inizio gennaio. Resterò fino a dicembre a Colorno, nel mio vecchio club, dove fortunatamente posso continuare ad allenarmi. Nei mesi a seguire si vedrà in base a come evolverà la situazione, se le lezioni torneranno in presenza o meno e si potrà tornare a giocare. L’unica certezza è che si starà dove sarà possibile allenarsi”.

Lei gioca da pilone e tallonatore. Dal rendimento di chi ricopre questo ruolo dipende spesso la buona prestazione generale della squadra. Come si immagina nel prosieguo della carriera?

Dai piloni e dalle prime linee generali dipende molto delle fasi statiche, quindi delle mischie e in quanto tallonatori anche la fase della touche. Anche il lancio del tallonatore è fondamentale. Il futuro è difficile da immaginare. Sono entrambi ruoli che richiedono molta esperienza, quindi mi piacerebbe fare più minuti possibili, sia con il club, sia con la Nazionale, in modo da accumulare esperienza, e mi piacerebbe diventare un punto fermo della Nazionale. Per il resto è tutto da vedere. L’idea di giocare il più possibile è quella che mi affascina di più”.

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