Le tre italiane in corsa nella Champions League anticipano i rispettivi impegni di campionato e confermano i pregi e difetti degli ultimi tempi. L’Inter, alle prese con tante defezioni, incappa in una giornata pesante a Roma contro la Lazio, sia sotto l’aspetto tecnico-agonistico che meteorologico. La Roma, in campo al Bentegodi, gioca un’ora alla grande per poi perdersi nel pantano sabbioso concedendo al Chievo di recuperare e sfiorare il ribaltone. Il Milan ricorda al Brescia che lo stadio Meazza non è terra di conquista e lo affonda con tre gol segnati nel primo tempo. Con il successo conseguito sabato sera la squadra di Allegri torna solitaria al primo posto dopo essere stata momentaneamente raggiunta dalla Lazio, vittoriosa 24 ore prima sull’Inter per 3-1. Boateng, schierato trequartista, Robinho (nella foto)e Ibrahimovic, di tecnica e potenza, gli autori delle reti che cancellano le speranze del Brescia già nei primi 45’. La Lazio, ispirata da Hernanes, dispone in lungo e in largo dei neroazzurri, irriconoscibili rispetto alle ultime uscite quando sembravano in ripresa. Lo stadio Olimpico di Roma, quando è di scena la Lazio, diventa inevitabilmente il crocevia dei destini dell’Inter, nel bene e nel male. Nella scorsa stagione furono i biancocelesti a fornire il lasciapassare per lo scudetto ai neroazzurri, dopo averglielo scucito in un clamoroso 5-3 nell’epoca Ronaldo. La Lazio torna a vincere in casa con l’Inter dopo sette anni. L’ultima volta accadde ancora nel mese di dicembre, nel 2003. La Roma lascia in panchina Totti, Menez e Borriello. Ranieri dà spazio a Simplicio e Adriano e viene ripagato. Simplicio inventa una doppietta e la partita sembra chiusa. Julio Sergio la riapre con un clamoroso errore su tiro tutt’altro che irresistibile di Moscardelli. Simplicio avrebbe la possibilità del tris ma il suo tiro a botta sicura viene respinto dal muro dei difensori. Poi Taddei, nel pantano del Bentegodi, confonde la linea di delimitazione del campo di rubgy con quella della rimessa laterale. L’arbitro ordina il contro fallo, il Chievo parte in contropiede e pareggia con Granoche. Nel finale i veronesi sfiorano il successo e Julio Sergio si riscatta respingendo il pallone sulla linea di porta.

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