Con un certo affanno, l’Inter vince la gara di recupero casalinga con il Cesena e si porta a -6 dal Milan capolista, dovendo peraltro disputare mercoledì 16 febbraio il match con la Fiorentina rinviato per gli impegni del Mondiale del Club dello scorso dicembre. La squadra di Leonardo dà l’impressione di dover fare un sol boccone dei romagnoli. Al quarto d’ora, nel giro di un minuto, Eto’ e Milito mettono a segno due reti che sono lo specchio della forza dell’attacco interista. Risultato al sicuro? Nient’affatto. Bogdani prima e Giaccherini poi bucano la difesa nerazzurra e riportano il Cesena in parità. Quando sembra che si debba andare al riposo sul 2-2, l’Inter confeziona la terza rete, quella decisiva: perfetto cross dalla destra di Maicon e colpo di testa vincente davanti alla porta cesenate di Chivu. Il 3-2 è il risultato finale, perché nella ripresa l’Inter non morde e si limita a controllare la partita, anche se al 35’ Budan avrebbe tra i piedi il pallone del possibile pareggio ma lo spreca.

All’Olimpico, invece, il derby vero tra Roma e Lazio, valevole per il passaggio ai quarti di Coppa Italia, è concentrato tutto nel secondo tempo. Due schieramenti speculari (4-3-1-2): la Lazio propone Brocchi, Ledesma e Gonzalez a centrocampo con Hernanes alle spalle di Kozak e Zarate. Roma, senza Totti squalificato per quattro turni di Coppa Italia schierata con il trio De Rossi-Greco-Brighi, con Simplicio a sostegno di Borriello e Adriano. Nei primi 45’ biancocelesti decisamente più incisivi e giallorossi guardinghi e compassati, troppo prevedibili. L’unica vera occasione capita al 21’alla Lazio con Kozak che interviene sotto misura esaltando le doti di Julio Sergio che respinge il pallone d’istinto. Ad inizio ripresa Ranieri cambia inserendo Menez e Vucinic per Greco e Adriano, infortunatosi ad una spalla dopo 5’ e rimasto stoicamente in campo. Cambia anche la musica perché la Roma appare subito più veloce e protesa in attacco, godendo sempre della copertura di centrocampo e difesa. All’8’ matura il vantaggio romanista con un calcio di rigore, concesso per un fallo di mano di Lichtsteiner su cross di Riise, che Borriello trasforma. Passano quattro minuti e Juan restituisce il favore sgambettando Zarate in area. Hernanes dal dischetto non sbaglia e pareggia. Dopo un periodo di gioco sostanzialmente equilibrato, con la gara sempre viva e ad alto ritmo, al 32’ matura l’episodio decisivo con Simplicio che, approfittando di un ingenuità di Radu, vince un rimpallo all’ingresso dell’area di rigore laziale e piazza il pallone con un preciso rasoterra alle spalle del portiere Berni. La Lazio si getta all’attacco e al 34’ Floccari, mandato in campo da Reja, scatta sul filo del fuorigioco e in mezza rovesciata sfiora il gol capolavoro. Al 36’ Vucinic costringe Berni alla deviazione in angolo. Poi il rush finale della Lazio che prova in tutti i modi, senza riuscirci, ad agguantare il pareggio. Si tratta della quarta vittoria su quattro derby disputati da Ranieri sulla panchina della Roma, che nei quarti di finale sfiderà la Juventus a Torino. Anche la Sampdoria si è qualificata battendo ai calci di rigore l’Udinese.

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