Italia nel segno di Super Mario Balotelli. Ci sperava Prandelli, ci sperava il popolo azzurro, se lo augurava dal suo luogo di convalescenza Antonio Cassano che sogna di fare coppia con l’attaccante del Manchester City. L’Italia era chiamata a tirare in porta e riesce a farlo con la coppia Balotelli-Pazzini, schierati al posto degli indisponibili Giuseppe Rossi e FantAntonio, e autori delle due reti con cui l’Italia vince in Polonia, per la prima volta nella sua storia. Allo scadere della mezz’ora di gioco del primo tempo Balotelli segna il suo primo gol indossando la maglia azzurra che lui stesso bacia dopo l’autentica magia balistica con cui, dopo un break e un assist di Marchisio, da 30 metri sorprende il portiere polacco fuori dai pali. Ai fini puramente statistici, è anche la prima rete in azzurro di un giocatore di colore. E il gesto sportivo, che resta nella storia, riveste anche un gran bel significato per l’Italia. Nella partita che segna l’ottimo esordio del milanista Abate nel ruolo di esterno destro, prima volta in azzurro nell’ultimo quarto d’ora per il centrale torinista Ogbonna. Un’Italia schierata con Buffon tra i pali, Abate e Criscito esterni e Ranocchia e Chiellini sulla linea difensiva, a centrocampo Pirlo, De Rossi e Marchisio, con Montolivo a sostegno di Balotelli e Pazzini. SuperMario diventa protagonista del match innescando tutte le azioni offensive azzurre, mentre l’attaccante dell’Inter al quarto d’ora della ripresa suggella la sua prestazione approfittando di un passaggio filtrante in area di Balotelli, sfiorato da Pepe, e toccando con la suola della scarpa il pallone che beffa il n.1 polacco Szczesny. I padroni di casa durano fino al gol del vantaggio azzurro, effettuando un pressing costante ma senza riuscire ad impensierire Buffon. Per il portierone azzurro si tratta di una giornata palindroma in tutti i sensi: l’11-11-11 festeggia infatti la presenza 111, a una sola lunghezza dal record di Dino Zoff, e al 40’ del secondo tempo para anche un calcio di rigore di Blaszczykowski, concesso per una energica spallata in area di Ranocchia alla punta polacca Lewandowski. Italia gestisce la prima mezz’ora di gioco con grande sicurezza, poi nei restanti due terzi di gara fa la differenza nei confronti della Polonia, anche dopo i cambi. Prandelli inizia dopo il raddoppio di Pazzini, mandando in campo prima Thiago Motta e Pepe al posto di Pirlo, De Rossi e Marchisio, poi Matri per Pazzini, Nocerino e Aquilani per Marchisio e Montolivo, passando al 4-3-3. Nel finale, come detto, spazio a Ogbonna al posto di Criscito con spostamento di Chiellini a sinistra. L’Italia gira, convince e trova il suo nuovo leader in Mario Balotelli, che fa centro alla sesta presenza, andando vicino alla doppietta con due colpi di testa, uno dei quali a fil di palo e l’altro neutralizzato da Szczesny. Al 22’ della ripresa il portiere polacco nega il terzo gol azzurro a Matri, scattato in solitudine, tenuto in gioco però da un difensore avversario a terra per infortunio. Giusto così.

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