Alzi la mano chi si è accorto della differenza di caratura ed esperienza assistendo alla gara di andata di Champions League tra Arsenal e Udinese all’Emirates stadium di Londra. La squadra di Guidolin esce sconfitta di misura per effetto del gol messo a segno dopo appena 4’ di gioco da Walcott, che al 90esimo si è visto negare il raddoppio da una parata miracolosa di Handanovic. Sarebbe stata una punizione immeritata per la formazione friulana che, dopo il brivido allo scadere del tempo regolamentare, ha sfiorato il pareggio con un tiro di Armero a fil di palo. Non è stata la serata migliore di Totò di Natale, che coglie la traversa su calcio di punizione e medita di rifarsi nella gara di ritorno quando proverà a ribaltare lo 0-1 per proseguire l’avventura in Champions evitando di retrocedere in Europa League.

Cinque minuti di sofferenza sotto la pressione dell’Arsenal, poi un incontro sostanzialmente equilibrata che l’Udinese avrebbe potuto raddrizzare con un pizzico di convinzione e lucidità in più in avanti. A metà del primo tempo con Armero e al quarto d’ora della ripresa con Isla le migliori opportunità di segnare per l’Udinese, fermata dal portiere Szczesny. I Gunners sono andati in difficoltà contro il 4-1-4-1 di Guidolin. Udinese meglio nel secondo tempo, quando non si è accontentata di ripartire ma ha saputo imporre il proprio gioco. Un atteggiamento incoraggiante in vista della partita in programma allo stadio Friuli, in cui bisognerà segnare due reti senza subirne.

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