Contador ha fatto tredici. Nel senso che ha fatto il vuoto sul Grossglockner, rifilando 1’36″ ai più quotati antagonisti, tra cui Nibali e Scarponi, e lasciando la vittoria di tappa al venezuelano Rujano (nella foto) che torna a sollevare le braccia su un traguardo del Giro d’Italia a sei anni di distanza da un precedente successo. La maglia rosa appare imprendibile, se ne va con i tempi giusti a 8,5 km dall’arrivo portandosi dietro solo il ciclista venezuelano. Tutti gli altri segnano il passo. In verità ci ha provato per prima Scarponi a prendere in contropiede lo spagnolo, che ha rintuzzato subito piazzando lo scatto vincente e andandosene in progressione. Dire che la corsa rosa sia finita, ovvero segnata dal predominio di Contador può sembrare scontato. In realtà la supremazia è sembrata netta e difficilmente Nibali e Scarponi potranno scalzare dal primo posto l’iberico. Nibali, che in classifica generale viaggia a 3’09″ dalla maglia rosa, e Scarponi, in ritardo di 3’16″, devono trovare una giornata particolare per infliggere un distacco significativo a Contador che dimostra di andare in scioltezza e agilità sui pedali quando gli altri mostrano tutta l’espressione da sforzo. La prima delle tre salite è andata, con un risultato eloquente. Non resta che attendere il responso delle altre due tappe impegnative: monte Zoncolan e Gardeccia in Val di Fassa.

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