Conto alla rovescia per la 30ª edizione dei Campionati del Mondo di ginnastica ritmica sportiva a squadre. A Mosca, nel backstage dell’Olympiysky Sport Complex decine e decine di splendide atlete si scaldano, si stirano, lanciano attrezzi, li riafferrano, ma soprattutto volano, tra salti, meravigliosi giri e tante splendide composizioni. La squadra italiana, campione del mondo in carica, è naturalmente la più osservata. Le quattro farfalle dell’Aeronautica Militare Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Angelica Savrayuk e Daniela Masseroni, con le compagne Romina Laurito (Virtus Gallarate) e Giulia Galtarossa (Ardor Padova) hanno provato sul campo di gara, non senza qualche piccola difficoltà. Ad infastidire le atlete italiane, allenate da Emanuela Maccarani, è l’aria condizionata troppo forte. Un problema per l’esercizio con i nastri, ma c’è l’assicurazione che verrà spenta. In compenso la musica è risultata troppo bassa. Ragione per cui è stato chiesto al fonico di alzare un po’ il volume durante la finale. A parte questi aggiustamenti tecnici le ragazze sono apparse determinate e in gran forma. Inserito nel gruppo B, il team azzurro, lo ricordiamo, partirà per primo, con i 5 cerchi, sabato 25 settembre, alle 16.45 locali (le 14.45 in Italia). Intanto la Russia ha fatto incetta di tre medaglie d’oro nei concorsi individuali. Dopo i successi di martedì con la fune e il cerchio, sono arrivati quelli alla palla, con la campionessa olimpica Eugenia Kanaeva, e al nastro, con l’emergente Daria Dmitrieva. La terza russa Daria Kondakova contribuisce a completare la quarta doppietta del concorso individuale. Un en plein che non lascia spazio agli inserimenti delle altre ginnaste, a cominciare dall’azera Alya Garayeva, abbonata al gradino più basso del podio. La terza affermazione della giornata per le padrone di casa arriva nella gara per Nazioni, dove il terzetto magico di Irina Viner non poteva che portare la Russia in cima al Mondo, con il totale stratosferico, al termine delle qualificazioni, di 284.925. Oltre 15 i punti di vantaggio sulle cugine bielorusse, argento con 269.700. Bronzo per l’Azerbaijan, che a quota 265.225 relega in quarta posizione l’Ucraina della giovane Maksymenko e della rientrante Godunko. Nona, su ben 38 Paesi, l’Italia di Julieta Cantaluppi, Federica Febbo e Martina Alicata Terranova, che con il totale di 248.750 (FU 75.00 – CE 72.700 – PA 74.050 – NA 74.200) scende di un gradino rispetto alla precedente edizione di Miè. Con il totale di 77.300 (FU 25.850 – CE 25.500 – PA 25.250 – NA 25.950) la pluri-campionessa italiana Julieta Cantaluppi ha staccato il 17° biglietto per la finale All-arond, conclusa con un buon programma, malgrado qualche piccolo errore, che le permette di consolidare il proprio ranking e confermare le sue riconosciute qualità tecniche. In attesa del secondo gruppo, quello delle 12 migliori in qualifica, la stella di Fabriano può già dire di aver scalato una posizione rispetto al concorso di ammissione, finendo davanti all’ucraina Godunko.

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