L’espressione di Gasperini al termine del match di anticipo della quarta giornata è un misto di resa e sgomento. Il Novara festeggia la prima gara ufficiale allo stadio Silvio Piola, nella stagione del ritorno nella massima serie, infliggendo la sconfitta all’Inter, soppiantata anche nel piano del gioco, fatto di geometrie essenziali ed efficaci. La posizione dell’allenatore, scelto da Moratti per segnare il nuovo corso, è più che mai in dubbio. I mali delle squadra nerazzurra, troppo lenta e prevedibile, si vedono tutti e l’intenzione di trasformare l’erba sintetica del campo novarese in erba medica per avviarsi sulla strada della guarigione si rivela un proposito fallito. La formazione di Tesser è abile a chiudere gli spazi agli avversari e replicare con precise verticalizzazioni. I quattro difensori (Dellafiore, Lisuzzo, Paci e Gemiti) sono impeccabili nel tenere gli attaccanti lontano dall’area. Porcari, Radovanvic e Rigoni sono efficaci tanto nel gioco di interdizione quanto in fase di costruzione. Morimoto e Meggiorini, con alle spalle Mazzarani, mettono puntualmente in difficoltà Lucio, Ranocchia e Chivu. I sostituti Jeda, Marianini e Giorgi sono all’altezza dei compagni e contribuiscono a disputare la partita perfetta.

L’Inter, schierata con il 3-4-3, inizia con Castaignos, Forlan e Milito in attacco, ma non riesce a produrre alcunchè in fase offensiva. Dopo due salvataggi di Julio Cesar nelle prime battute e sotto di un gol nel primo tempo per merito di Meggiorini, a inizio ripresa Gasperini sostituisce Forlan e Castaignos con Obi e Pazzini, passando al 3-4-1-2 con Sneijder alle spalle di Milito e Pazzini. Invece Mazzarani, a tu per tu con l’estremo difensore interista ma si divora letteralmente la palla del raddoppio Al 22’ della ripresa esce Sneijder, non al meglio fisicamente, per fare posto a Zarate.

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A metà ripresa, dopo un tentativo di Pazzini con pallone di poco alto sulla traversa, Julio Cesar deve intervenire su gran tiro di Giorgi. Al 31’ l’Inter costruisce la migliore occasione con Pazzini che calcia in diagonale sfiorando il palo. Al 40’ Ranocchia, costretto a restare in campo nonostante un problema fisico, trattiene vistosamente Morimoto in area. L’arbitro lo espelle e assegna il rigore che Rigoni trasforma. Al 44’, su un palla innocua, Giorgi sbaglia il rinvio permettendo a Cambiasso di a accorciare le distanze. Poi al 44’ Giorgi si fa perdonare raccogliendo un passaggio di Morimoto e costringendo Julio Cesar a respingere sui piedi di Rigoni che da doppietta e mette il risultato al sicuro.

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