Chi conosce i tifosi partenopei sa bene che passione e speranza vanno a braccetto, nella buona e nella cattiva sorte. Così come la superstizione sta ai numeri da giocare al lotto. Stavolta però non sarà possibile raddoppiare alla cabala, perché il Napoli vince ma il gol decisivo, che fa impazzire mettendo in subbuglio gli spalti del San Polo e a rischio le coronarie, arriva al 95’. Un urlo liberatorio per il pubblico di casa, disperato quello dei sostenitori rosanero che fino al momento del ko non possono che glorificare Sirigu, più che difensore della porta palermitano apparso autentico baluardo da Termopoli. Il posticipo tra Napoli e Palermo finisce 1-0 ma il successo al fotofinish è anche strameritato, perché la squadra di Mazzarri fa per intero la partita, crea un mare di occasioni annullate da un portiere con i controfiocchi che è sulla strada buona per diventare l’erede di Buffon. Il resto del Palermo? Non pervenuto. Solo Miccoli si ricorda di qualche giocata e l’argentino Pastore, quello visto al San Paolo s’intende, potrebbe fare solo da raccattapalle a Maradona. Dopo il passo falso di Udine, dove pure con un po’ di determinazione e qualche impaccio in meno si sarebbe potuta raddrizzare la partita vinta da un Di Natale strepitoso, il Napoli si rimette al passo della Juventus, raggiunta al terzo posto. La squadra di Mazzarri deve trovare continuità e segnare di più, evidentemente, per ambire al ruolo di terza forza del campionato. Lavezzi lamenta un problema alla caviglia e i napoletani sperano sia niente di grave. Cavani, oltre che bomber, è anche ottimo rifinitore. Suo lo spunto finale che permette di evitare il fuorigioco e servire Maggio che in scivolata insacca il pallone della vittoria.

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