Quando un allenatore passa le consegne non è mai felice. Daniele Fortunato non solo lo è in modo manifesto, ma anche alquanto emozionato. Nella sala stampa del centro sportivo di Verdello, sede di allenamento dell’Albinoleffe, precede il suo maestro Mondonico, che torna sul ponte di comando dopo due settimane sabatiche, per commentare il successo esterno della “Celeste” a Crotone, campo portafortuna in questa stagione. “Una vittoria, quanto ad atteggiamento, figlia della prestazione di Varese dove abbiamo pagato errori evidenti. In terra calabra, poi, è arrivata anche la prima rete del campionato maturata su azione da calcio d’angolo”. E anche, aggiungiamo, la prima vittoria in panchina di Fortunato. Che esce di scena in punta di piedi per andare a dirigere la seduta di allenamento in attesa di essere raggiunto da mister Mondonico, che lo affianca e lo ascolta mentre analizza la capacità messe in mostra dalla squadra di saper gestire le situazioni, di ripartire e tenere bene il campo. Emiliano è palesemente ammirato dall’uomo Fortunato, allenato da giocatore ed ora fedele tecnico al suo fianco. “Se avessi dovuto avere un fratello minore, mi sarebbe piaciuto che fosse come Daniele Fortunato – dice il Mondo – Lui e i ragazzi sono stati bravi. Fortunato ha dimostrato grande personalità. La formazione schierata a Varese ha trovato la mia approvazione, come pure quella opposta al Crotone. Sono contento che abbia fatto bene. Daniele e Fortunato e Mirco Poloni nello staff tecnico dell’Albinoleffe sono state una scommessa vinta appieno”.

Poi Mondonico parla di sé e di quella esperienza dovuta affrontare con la forza necessaria a venirne fuori. La vicenda personale gli ha fatto capire di avere tanti amici intorno a sé. Gente che condivide i veri valori dello sport. Cosa dire dei tifosi seriani (quelli del “Mei poc che nisu – Meglio pochi che nessuno”) che sono andati a trovarlo in ospedale? O dei dieci supporters della Fiorentina che hanno visto la partita Crotone-Albinoleffe nella sua cascina di Rivolta d’Adda? Il popolo del calcio gli ha riservato un tributo straordinario, che è servito a dargli la forza di cui aveva bisogno. Trentamila tra messaggi e email riempiono uno stadio virtuale. “Riempiono i cuori fino a formarne uno solo” – chiosa Emiliano. “Avrei dovuto porre maggiore attenzione a me stesso, sottopormi a controlli. Quando è stato il momento sapevo che era una partita secca, da vincere a tutti i costi. Ora che il peggio è passato, non mi farò prendere in contropiede. Il messaggio che lancio è chiaro: prevenire è molto meglio che curare. Fatene tesoro”.

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Sabato 19 alle 14:55 Mondonico entrerà in campo e siederà in panchina con a fianco Fortunato e Poloni. Ma giovedì 9 febbraio, con la scusa di portare l’automobile al lavaggio, si è spinto a sorpresa fino al campo di allenamento. “Ho visto la tranquillità dei giocatori e questo mi è bastato. Bisogna osservare sempre con atteggiamento positivo, senza occhi indiscreti”. Dopo due trasferte l’Albinoleffe torna a giocare sul terreno amico. “Il fattore campo non è una grande prerogativa ma è chiaro che dobbiamo cercare di sfruttarlo. L’avversario che ci capita non è dei più facili. Il Padova viene da una sconfitta interna e sarà motivato particolarmente. Dovremo evitare di farci mettere in difficoltà”. Il futuro? “Abbiamo bisogno di raggranellare 19 punti nelle prossime 16 partite. Il campionato è aperto, i risultati dell’ultimo turno dimostrano che nessuno può sentirsi al riparo da insidie”.

Emiliano è tornato. La squadra, la società, i tifosi, gli sportivi veri gli sono a fianco.

Ascolta le prime dichiarazioni di Mondonico

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